A CURA DI STEFANO DONNO VICE PRESIDENTE DELLA CASA DELLA POESIA DI COMO

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martedì 6 ottobre 2026

Il tempo delle foreste blu di Erika Burkart a cura di Anna Ruchat (Molesini Editore Venezia)

 






La poesia di Erika Burkart non è soltanto una “lirica della natura”, nella tradizione di Annette von Droste-Hülshoff, come è stata spesso definita. La natura in cui Erika è immersa, infatti, non è statica, si anima nei suoi versi perché il suo “io” lì si mescola e convive con gli spiriti elementari o le «energie dell’anima», come lei stessa li ha definiti. Lo scrittore svizzero Hermann Burger, l’amico a cui Erika dedica una poesia che compare in questa raccolta, la colloca tra due grandi poeti di lingua tedesca del Novecento: Günter Eich e Paul Celan. L’osservazione della natura in Burkart, scrive Burger, si trasforma in riflessione sulla parola, sulla scrittura: «Burkart è in grado di leggere i disegni della nebbia e le decorazioni della brina», perché in ogni istante è in ascolto del canto del mondo. «L’ascolto è un dialogo con il silenzio», scrive Erika nella poesia Nel mezzo. «Le poesie sono gradi del silenzio».

Valdicastello: sulle colline di Pietrasanta torna la “Marcia della Poesia”, una passeggiata fra versi e memoria nel segno di Carducci – Ottiche Parallele magazine

Valdicastello: sulle colline di Pietrasanta torna la “Marcia della Poesia”, una passeggiata fra versi e memoria nel segno di Carducci – Ottiche Parallele magazine

“Io non ho più niente di me”. Appunti sulla poesia di Mario Benedetti - Pangea

“Io non ho più niente di me”. Appunti sulla poesia di Mario Benedetti - Pangea

lunedì 5 ottobre 2026

Il canto delle parole. Le avventure della voce e della poesia di Gian Mario Villalta (Garzanti)

 Assuefatti alla scrittura, educati alla lettura silenziosa, abbiamo dimenticato che per secoli la poesia è stata canto e la metrica si è identificata con la ritmica. Se fare poesia è dare forma a una voce interiore che attinge alla memoria profonda della lingua e della sensibilità umana, pronunciare a voce alta i versi è un modo per entrare in contatto con il corpo sonoro delle parole: perché non c'è una parola muta nella nostra mente, ma, al contrario, ritmo, intonazione, melodia sono parte integrante dell'espressione verbale e del suo corredo di intenzioni e di emozioni. Ricomponendo una geografia poetica e culturale che in parte conosciamo e in parte ci offre paesaggi inaspettati, il saggio di Villalta ripercorre le avventure della voce che si fa verso – dagli aedi greci sino ai maestri del Novecento (da Celan a Montale, da Sereni a Zanzotto) – e ci invita a coltivare la lettura ad alta voce come esercizio capace di far risuonare la musica del testo e favorirne un ascolto condiviso. «Ritrovare la voce nella poesia», scrive l'autore, «significa leggerla di nuovo nella sua più antica vocazione: formare con le parole il tempo segreto di un incontro dentro i linguaggi che abitiamo, per celebrarli nella luce del canto e metterli alla prova dell'esistenza».




Presentazione del concorso di poesia “Saverio Marinelli” « ilTamTam.it il giornale online dell’umbria

Presentazione del concorso di poesia “Saverio Marinelli” « ilTamTam.it il giornale online dell’umbria

lunedì 28 settembre 2026

Ogni corpo ritorna di Giovanna Cristina Vivinetto (Crocetti)


























A otto anni dall'acclamato esordio con "Dolore minimo", primo testo in Italia ad aver affrontato in versi il tema della disforia di genere, Giovanna Cristina Vivinetto torna con un'opera di piena maturità poetica. "Ogni corpo ritorna" riprende il discorso poetico là dove sembrava essersi interrotto: dopo la separazione da un corpo e da un nome, ciò che pareva perduto riaffiora nella scrittura, ma non più identico a prima. Dai corpi dell'infanzia agli spettri familiari, dalle stanze della memoria alle forme lasciate indietro, il libro attraversa la materia fragile dell'identità e interroga la nostra sopravvivenza a tutto ciò che siamo stati. Utilizzando una lingua intensa e visionaria, Vivinetto compone un'opera necessaria sulla permanenza e sulla trasfigurazione, in cui ogni ritorno dischiude una soglia: il punto in cui la paura smette di essere un limite e diventa il luogo della vertigine dove impariamo a diventare grandi nello spavento. Presto avremo corpi nitidi e affilati, precisi come meridiane che scostano di lato il buio. Eppure nessuno sa se il fuoco crei o annulli lo spazio tra un nome e la sua paura.

Versi tra le onde: la poesia coreana di Choi Dongho a Lezzeno incontra la magia del lago di Como.

 

sabato 26 settembre 2026

La fede di fiorire di Arianna Galli ( Isolario Edizioni)






















Dalle lacrime alla luce, dalla perdita all’amore, dalla notte alla primavera, "La fede di fiorire" è il racconto poetico di una rinascita. Attraverso visioni, ricordi, incontri e paesaggi interiori, Arianna Galli esplora la fragilità umana e la sua straordinaria capacità di trasformare il dolore in speranza. Una raccolta che attraversa l’ombra senza negarla e che, proprio per questo, sa riconoscere nella ferita non soltanto una mancanza, ma una possibilità. In queste pagine la poesia diventa ricerca, cura e testimonianza di una verità semplice e profonda: anche dopo gli inverni più lunghi, la vita continua a cercare la luce. Perché la luce non elimina le ferite: le attraversa e insegna ai fiori a sbocciare

martedì 22 settembre 2026

La sepoltura dei fulmini di Agostino Cornali (Einaudi)

 Una montagna avvolta dalla nebbia, una casa abitata dai ricordi, telefoni che squillano nella notte, viaggi verso città lontane e presenze che sembrano non andarsene mai. In La sepoltura dei fulmini la memoria si muove tra sogno e realtà, tra vivi e morti, tra paesaggi familiari e territori interiori piú oscuri. Attraverso indizi, frammenti, oggetti, situazioni che riaffiorano in tempi e luoghi diversi Agostino Cornali alimenta un’atmosfera di ombre misteriose ma quotidiane, in cui balugina l’intatta presenza di chi è vivo e di chi è morto. I frammenti di una vita – episodi domestici, visioni, racconti tramandati – si intrecciano in una narrazione poetica e inquieta, dove ogni voce sembra provenire da una crepa del tempo, incrociando storia personale (l’infanzia a Milano, le estati in montagna, i lutti familiari...) e Storia con la «s» maiuscola (la strage di Gorla, la Guerra Fredda e la minaccia nucleare negli anni Ottanta). Un libro intenso e visionario, che esplora l’ostinata persistenza delle immagini, dei luoghi e delle persone che continuano ad accompagnarci, anche quando crediamo di averle perdute






lunedì 21 settembre 2026

“Caffè degli addii”, riemerge dall’archivio l’ultima poesia inedita di Ferruccio Benzoni - da La Voce di Cesenatico

 




Un manoscritto inedito, già ordinato e pronto per la stampa, riemerge dalle carte d’archivio di Ferruccio Benzoni. È un piccolo tesoro rimasto a lungo nell’ombra: una raccolta di versi che attendeva soltanto di essere riportata alla luce e restituita ai lettori.

“Caffè degli addii. Poesie” uscirà venerdì 25 settembre in tutte le librerie e sulle piattaforme online per La Setta dei Poeti Estinti, all’interno della collana di poesia “Yawp”. La prima edizione sarà particolarmente preziosa: appena 300 copie numerate, distribuite da LibroCo Italia attraverso MediaLibri e FastBook e già disponibili in preordine. Il volume conta 76 pagine, costa 13 euro ed è accompagnato dalla prefazione del critico letterario Massimo Raffaeli.


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domenica 20 settembre 2026

“Paradiso” di Dana Ghetilieri (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

 Il volume si inserisce nel panorama della poesia contemporanea come un poema narrativo in versi che recupera una struttura classica per raccontare un futuro prossimo segnato dal collasso della civiltà digitale. L’opera si compone di 33 canti e si presenta come una riscrittura in chiave distopica del viaggio dantesco, collocata in un contesto tecnologico dominato dall’intelligenza artificiale e da sistemi di controllo sociale.

L’ambientazione è quella di un mondo post-bellico, situato temporalmente nello stesso gennaio 2026, in cui la società umana risulta divisa in due realtà contrapposte. Da una parte si trova una natura ferita, sfruttata e marginalizzata, dall’altra una metropoli iper-tecnologica governata da un’entità centrale, un’intelligenza artificiale che esercita un controllo capillare attraverso crediti sociali, sorveglianza biometrica e la promessa di una sopravvivenza digitale oltre la morte biologica. In questo scenario prende avvio il percorso della protagonista, Dana detta la “Furiosa”, che si risveglia in un mondo profondamente trasformato e attraversa i diversi livelli di questa nuova civiltà.

Nel corso della narrazione, il poema segue l’evoluzione del viaggio della protagonista, che si muove tra spazi simbolici e incontri emblematici. Attraverso questi passaggi, l’opera affronta in modo diretto e controverso alcune delle principali questioni del dibattito contemporaneo: il transumanesimo, la maternità surrogata, le trasformazioni dell’identità di genere, la gestione tecnologica delle emergenze sanitarie e le politiche ambientali percepite come superficiali o strumentali. Questi temi vengono inseriti in una cornice narrativa che descrive il progressivo crollo del sistema digitale e il fallimento di una società fondata sul controllo totale.

Dal punto di vista ideologico e simbolico, il poema costruisce un’opposizione netta tra un “inferno” tecnologico, rappresentato dalla metropoli governata dall’intelligenza artificiale, e un “paradiso” che coincide con il ritorno alla dimensione reale, corporea e naturale dell’esistenza umana. Il percorso della protagonista diventa così una traversata che mette in discussione la mercificazione dell’essere umano e la riduzione della vita a dato, algoritmo o funzione controllabile

L’opera si colloca nel solco della produzione precedente dell’autrice, che ha già esplorato strutture e immaginari danteschi in chiave contemporanea. In lavori precedenti, Ghetilieri ha attraversato simbolicamente inferni e paradisi dell’animo umano, rielaborando figure storiche e mitologiche e intrecciando riflessioni su identità femminile, corpo e potere. In “Paradiso” questo percorso prosegue e si concentra in modo più marcato sul rapporto tra tecnologia e natura, proponendo una visione che si richiama a una prospettiva ecofemminista.

Il libro è accompagnato da una prefazione della sociologa Daniela Danna, che colloca l’opera all’interno di un più ampio percorso culturale e letterario dell’autrice, sottolineando la continuità con le precedenti esplorazioni poetiche e politiche. “Paradiso” si presenta così non solo come un poema, ma anche come un romanzo d’avventura in versi e come un testo di critica sociale che intende stimolare il dibattito su alcune delle trasformazioni più radicali del presente.

Dal punto di vista editoriale, il volume è pubblicato da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno ed è disponibile nella sezione blog del sito della casa editrice. Con questa uscita, l’editore propone un’opera che si discosta dalle forme narrative più convenzionali e che si inserisce nel filone della poesia civile e distopica, destinata a suscitare discussione nel panorama culturale contemporaneo.



La farmacia delle parole. Al Politeama arriva. Lino Musella: il recital di poesia contro la guerra

La farmacia delle parole. Al Politeama arriva. Lino Musella: il recital di poesia contro la guerra

sabato 19 settembre 2026

La poesia coreana arriva OGGI a Pordenonelegge: quattro versi per raccontare il mondo

La poesia coreana contemporanea arriva a Pordenonelegge con Choi Dongho e Kim Kooseul. Un viaggio nella poesia di quattro versi, tra essenzialità, memoria, traduzione e attenzione alla parola, che si concretizza nell'appuntamento di OGGI sabato 19 settembre, alle 15.30, alla Libreria della Poesia di Palazzo Gregoris.




sabato 12 settembre 2026

Il colore del mio buio di Daria Perrozzi (Thesis)

 "Questa raccolta poetica nasce dal dolore per la perdita di mio padre durante la pandemia da Covid-19, in un tempo in cui anche il lutto era solitario e silenzioso. Le poesie sono nate dal bisogno profondo di continuare a parlargli, di colmare il vuoto con parole che potessero resistere al tempo. Scrivere è stata una forma di consolazione, un modo per trasformare l’assenza in presenza. Dedico queste parole a lui, e a chiunque abbia vissuto una perdita simile. Se in questi versi troverete un frammento del vostro sentire, allora questo libro avrà trovato il suo significato.




giovedì 10 settembre 2026

Dammi per sempre giugno di Beatrice Masini (Molesini Editore Venezia)

 












«Toni da filastrocca e rime nell'omaggio di Beatrice Masini agli animali e al creato tutto.» - Daniele Piccini, La Lettura


Fiori, sassi, orti, ma anche città e strade, e poi cicale e lumache, bambini che non sono più bambini e bambini che lo sono per sempre; giorni, bottoni, ombre. Il mondo di Beatrice Masini è fatto di cose vicine, spesso piccole di misura, qualche volta molto grandi nella loro piccolezza: le cose che arredano la vita quotidiana e che se non viste, non guardate, non dette rischiano di scomparire. La poesia è il modo più rapido e sicuro per tenerle strette, misurate dai metri o in libertà, e ricordare ciò che è importante: il bello del brutto, un anello perduto, un filo d’erba, un guerriero che dorme, ineffabili amicizie animali

mercoledì 9 settembre 2026

Fiorire e nidificare. Testo originale a fronte di Simon Armitage - Massimo Bocchiola (Traduttore) - (Crocetti)

  «[...] Ecco allora bestie che parlano e che creano metafore e piante che hanno storie quasi umane, varietà di metri e soluzioni, ritornelli e cantilene. Sullo sfondo, la presenza implicita di un pubblico di ascoltatori.» - Roberto Galaverni, La Lettura


Le due raccolte Blossomise, una celebrazione delle trasformazioni della primavera, e Dwell, ispirata ai Lost Gardens of Heligan in Cornovaglia, qui riunite in un unico volume nella traduzione di Massimo Bocchiola e con il testo originale a fronte, mettono in luce l'eccezionale ricchezza e varietà del repertorio di Simon Armitage, capace di esprimere un'originalità profonda in tutti i campi della sua attività, dai versi alla prosa, dalla traduzione dei classici al teatro e alla musica. E i campi, intesi non metaforicamente ma come luogo della natura, fanno da sfondo alla poesia di questo libro: le coltivazioni, ma anche i prati e i boschi, il parco cittadino, l'aiuola, un singolo albero in una piazza, qualsiasi angolo in cui la vita vegetale e animale affondi le radici e stenda i rami oppure voli, guizzi, si rintani, serpeggi. E per ciascun personaggio della scena naturale troviamo nei versi di Armitage l'amore e il senso del suo valore, della necessità vitale di proteggerlo. Il vento gioca tra i rami. Oggi un pero in fiore, domani un flauto





lunedì 7 settembre 2026

Chiuda gli occhi, Signor Schopenhauer di Raffaela Fazio (Giuliano Ladolfi Editore)

 Esiste un modo di addentrarsi nel pensiero come in un’esperienza fisica: con i sensi all’erta, pronti a farsi ferire e stupire. È quello che accade in Chiuda gli occhi, Signor Schopenhauer, una raccolta che nasce al crocevia tra filosofia, mistica e vita vissuta, senza mai accontentarsi di scegliere tra queste dimensioni. Le poesie si muovono in un’opera di continuo attraversamento, come se il confine tra idea e corpo, tra citazione colta e grido personale, fosse la materia stessa di cui sono fatte (dalla prefazione di Sara Ferrari)



sabato 29 agosto 2026

Edera e altre vergogne di Leonardo Fortino (Interlinea)

 Edera e altre vergogne è una raccolta poetica che attraversa il corpo e il paesaggio e, con un linguaggio scarno e simbolico, comunica al lettore un senso di desolazione e rigoglioso straniamento. Le tre sezioni che la compongono sono le tappe di un percorso poetico che, partendo dalla campagna piemontese (Eufe), passa a memorie urbane e ancora rurali (Nach Canossa), raggiungendo infine una dimensione esposta, carnale (Altre vergogne). Una incessante tensione tra il fascino della morte e il totale abbandono del corpo alla natura: «primavera vesti gatte-albero di foglie, i boschi / ma le foglie si / denudano ciondolando per le strade / i collant»


domenica 23 agosto 2026

TROPPA È LA LUCE PER ESSERCI LIEVE DI LUCA TOMMASI (MARCO SAYA EDITORE)






















Luca Tommasi è nato a Bari nel 1991. Vive ad Anversa, in Belgio, dove lavora. È architetto,  dottore di ricerca e si occupa anche di illustrazione, disegno grafico e disegno editoriale. Troppa è la luce per esserci lieve (Marco Saya, 2025) è la sua raccolta d’esordio

martedì 18 agosto 2026

Rina Pellegri. Una poetessa del novecento di Marzia Minutelli (Società Editrice Fiorentina)

 



















Poetessa dell’estremo Levante ligure, Rina Pellegri (Arcola, 1903 - La Spezia, 1975) è stata anche prosatrice, pubblicista culturale e, nei suoi lunghi anni romani, autrice di testi radiofonici. Tra il 1928 e il 1972 ha dato alle stampe sette raccolte di liriche (Frulli d’ala, Musiche d’acque, Fiori sulla sabbia, Vespri còrsi, Àncore e vele, Canto a due, Le predilette), due libri di memorie (Richiamo da una stella, Miracolo d’amore a rate) e una biografia psicologica Il vessillifero della Bianca Croce. Raffaele Paolucci di Valmaggiore). Verseggiatrice dalla pronuncia limpida e classicamente composta di qualche fama in vita (dal dopoguerra si riconobbe nella defilata «terza corrente» dei realisti lirici), è scivolata nell’ultimo mezzo secolo in un perfetto quanto immeritato oblio. Della «PellegRina», come con amaro calembour onomastico volle autodesignarsi a significare il proprio tribolato destino viatorio, il presente volume, ripercorrendone puntualmente le opere e i giorni e offrendo un’antologia commentata della produzione poetica, restituisce la voce e il volto

lunedì 17 agosto 2026

Poesie 1964-1981 Poesie 1964-1981 di Paolo Prestigiacomo (Interno Poesia)

 




Paolo Prestigiacomo (1947-1992) è una delle figure più singolari e irregolari della poesia italiana del secondo Novecento. Nato a San Mauro Castelverde, nelle Madonie siciliane, e trasferitosi giovanissimo a Roma, attraversò con intensità febbrile la stagione letteraria degli anni Sessanta e Settanta, fino a compiere un gesto radicale e quasi unico: abbandonare la poesia a trent'anni per dedicarsi esclusivamente alla prosa. Questo volume riunisce per la prima volta, in ordine cronologico, l'intera produzione poetica composta tra il 1964 e il 1981, riportando alla luce un vasto archivio rimasto inedito per oltre trent'anni. Dai testi giovanili di Un'estate della vita di Gera e Canto dell'innocenza, attraversati da un sentimento amoroso assoluto e da una sensualità luminosa e inquieta, fino a Relitti del mare e alle sperimentazioni di Grotteschi e Poesie, emerge il percorso di un autore che fa della poesia un viaggio nei territori più profondi dell'identità, del desiderio e della perdita. Poeta della Sicilia mitica e dell'Arcadia perduta, ma anche della malattia, della morte e delle fratture dell'esistenza, Prestigiacomo costruisce un'opera attraversata da tensioni opposte: canto e tragedia, eros e dissoluzione, classicità e avanguardia, splendore e rovina. La sua scrittura, insieme visionaria e controllata, si muove tra il mito greco, la memoria autobiografica e una continua ricerca linguistica che lo conduce fino ai limiti stessi del discorso poetico. Queste pagine restituiscono così non solo un autore dimenticato da riscoprire, ma una delle avventure letterarie più intense e incompiute della sua generazione: la storia di un poeta che ha cercato nella parola una forma assoluta di conoscenza, lasciando un'opera segnata dall'urgenza, dal rischio e da un inesauribile desiderio di libertà. Nessuno più di lui, fra i poeti della sua generazione, ha voluto detronizzare la poesia dei suoi lussi a buon mercato, e delle sue tenere smancerie; nessuno quanto lui ha voluto usarla come un batiscafo, invece, per sprofondare nei recessi più insondabili della lingua e dell’identità; e nessuno, in questo tentativo, ha avuto lo sprezzo del pericolo di sfigurare a tal punto le proprie fattezze. Paolo Prestigiacomo, il discesista, non ha avuto però il tempo per risalire. È restato sotto, invece, col suo «inesauribile segreto». Spetta a noi leggerlo, adesso: e così riportarlo finalmente alla luce. Andrea Cortellessa "Un archivio tornato alla luce a oltre trent’anni dalla prematura scomparsa di Paolo Prestigiacomo. Un archivio prezioso perché ci fa scoprire un poeta adolescente che smette di scrivere poesie a trent’anni. E dal 1977 si dedica solo alla prosa. Una vita veloce come una cometa. Un maestro delle storie interrotte, tra canto e controcanto, in una lingua cesellata e frugale. Un autore di scandali letterari. Un’opera che ha tutte le caratteristiche del non-finito e dell’incompiuto, che si è tuttavia compiuta in questa mancanza, anticipatrice di una crisi epocale a venire. Un nostro contemporaneo."
 (Gabriella Sica)

COMO (ITALY)