In questo libro il caos prende forma. Si leva la polvere e restano pensieri sciolti e liberi. Seguono il percorso dell’autrice. Un passato di disturbi alimentari gravissimi, tra ricoveri volontari e coatti. Un presente da combattente, impegnata anche nelle scuole, nel sostegno di chi soffre di DCA e nella propagazione del messaggio. La provocazione delle mani viste come Dio e dell’annullamento della speranza, del desiderio e della preghiera dove resta solo l’estasi del fare. Costruzione e distruzione, squilibrio ed equilibrio, peccato e santità si mischiano e confondono nel forte messaggio vitale di osare, osare sempre e osannare la vita che comprende anche la morte, il dolore. Mani. Mani che fanno. Fare. Vivere. Essere uomini, santi e peccatori a trecentosessanta gradi. Che sia in cielo o in terra.
A CURA DI STEFANO DONNO VICE PRESIDENTE DELLA CASA DELLA POESIA DI COMO
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