Ci sono poeti che hanno il dono prezioso di dare una immediata, irresistibile felicità a chi li legge. Patrizia Cavalli è senz’altro tra questi. Non importa di che cosa parli: se di risvegli lenti tra le lenzuola mattutine o della pasta che va scolata in fretta, all’istante giusto – tutto ciò che questa lingua poetica nomina sembra toccarci immediatamente, come se rivelasse ogni volta, nel modo più esatto, qualcosa che ci appartiene e che forse abbiamo solo dimenticato. E non importa definirla: è semplice, eppure è anche ricca, complessa, variegata; è saggia e filosofa, ma anche istintiva, innamorata, visionaria. È comica e tragica, dolorosa. Capace di rimanere sempre se stessa – e, solo così, di sorprenderci ogni volta. Tutti gli strumenti critici e interpretativi, di fronte ai suoi versi, sembrano cadere – e non è detto che sia un male. Quel che resta da fare, allora, è semplicemente leggerla.
A CURA DI STEFANO DONNO VICE PRESIDENTE DELLA CASA DELLA POESIA DI COMO
A CURA DI STEFANO DONNO VICE PRESIDENTE DELLA CASA DELLA POESIA DI COMO
PRODOTTI CONSIGLIATI
Musica in evidenza · Aggiornamenti
- Caricamento…
Via RSS · aggiornato ogni 30 min
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
COMO (ITALY)
Il colore del mio buio di Daria Perrozzi (Thesis)
"Questa raccolta poetica nasce dal dolore per la perdita di mio padre durante la pandemia da Covid-19, in un tempo in cui anche il lu...
-
"Discepoli e seguaci" ha avuto una gestazione lunga e travagliata, con diversi titoli che si sono succeduti via via. Iniziato nel ...

Nessun commento:
Posta un commento