A CURA DI STEFANO DONNO VICE PRESIDENTE DELLA CASA DELLA POESIA DI COMO

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sabato 30 novembre 2024

Chicane di Daniele Beghè (Avagliano)

 «Nella poesia di Beghè un io mai autoreferenziale privilegia lo sguardo orientato verso il quotidiano: quello di una vita urbana straniante nella gravezza di un lavoro insicuro, fra strade che si aggrovigliano e si dipanano in curve e rettifili; piazze affollate; e auto e camion che vanno e vengono. Eppure, in questo mondo convulso ci sono anche luoghi reali e metaforici - le chicanes - che impongono lentezza, e persone e oggetti carichi di memorie che ne fanno scoprire altro, e di ben altro valore. Parlando con l'oggi e dell'oggi, della contemporaneità tecnologica e multimediale, dell'Aldiquà saturo di cose, la poesia di Beghè riporta all'umano che è slancio etico nonostante tutto. E Beghè tutto osserva per conoscere, ricorda per sentire e ri-ordinare: è la scelta della verità a imporre gerarchie. Il dettato si snoda in ritmi pacati pronti a sfociare con naturalezza in quelli più distesi della prosa: non prose poetiche, ma brevi capitoli, frammenti di vita e di passato, così come riemergono e si dispongono nella coscienza dell'autore a seconda delle sue intime necessità di sapere. In una realtà resa ipertrofica e che corre e corre lungo i giorni, il poeta ci sospinge a guardare sempre più lontano, verso un orizzonte metafisico. La poesia è la «bestia calma» che risuona in noi e richiama alle verità di cui abbiamo bisogno: preveggenza delle parole che dicono la nostra vita umana prima che essa accada, perché già accaduta» (Daniela Marcheschi)




"affocata oscurità" Testo e voce di Sergio Carlacchiani

domenica 24 novembre 2024

Gisella Canzian "il mio essere donna è" Voce di Sergio Carlacchiani ( Il Clamorosissimo)

Fiore di poesia (1951-1997) di Alda Merini (Einaudi)

 Quella di Alda Merini è una poesia che muove attorno a un dolore radicale, assumendo multiformi aspetti: di ferita biografica, incubo mentale, ansia ascetica. Ma i versi della poetessa si aprono a feconde contraddizioni e nel momento stesso in cui articolano la loro poetica del dolore dichiarano un senso panico della vita che ha gli accenti di una felicità sensuale, ingorda di erotismo, di ritmi terrestri e ritmi cosmici




sabato 23 novembre 2024

La nobiltà degli inermi di Rossella Valdrè

 «Si può solo scrivere / l'essenziale della vita?». Potremmo partire da questo emblematico distico di Rossella Valdrè per parlare della raccolta d'esordio della psicoanalista genovese che si affida al logos poetico per descrivere la situazione, disarmante e controversa, della madre malata. E non è un caso che il termine «inermità», con il quale l'autrice traduce il freudiano Hilflosigkeit, ricorra in maniera così insistente, accampandosi nel cuore stesso di tale dittico. Qui si descrivono non solo le vicissitudini relative all'assistenza a una persona anziana, relegata in una delle tante RSA spuntate nel nostro territorio, ma anche di alcune degenti «immobili» che la parola poetica dota di una fisionomia e una storia ben definite. La vita, «ridotta all'osso», sembra accontentarsi dei bisogni più elementari. Lo stesso rapporto tra madre e figlia non si risolve nel semplice capovolgimento dei ruoli ma conserva quel vicendevole dissidio sedimentato nel tempo: «Le due, le tre / di notte, / sono sveglia, / mi perseguitano i tuoi no». Nel giro di poche parole si riesce nel difficile intento di rendere esemplare uno dei frequenti contrasti che la malattia della madre tende gradualmente a stemperare. Gli sforzi compiuti si ripercuotono in una più consapevole ricerca dell'assistenza vissuta alla stregua di una dimensione salvifica: «Mi dà valore / piacere agli altri, per te». Così, nella «girandola / chiamata vivere», l'epifania sostituisce il responso clinico, insufficiente a soddisfare «i residui giorni» di una «Memoria impietosa». (p.d.p.)




Maura Baldini " MADRE " Voce di Sergio Carlacchiani

martedì 19 novembre 2024

Melania Valenti Appunti DiVersi "Passano i mesi" Voce di Sergio Carlacchiani, il Clamorosissimo

Esce una nuova raccolta poetica dal titolo Cantico degli amanti – Dalla parte del marito di Sabatina Napolitano per i Quaderni del Bardo Edizioni

Una nuova raccolta poetica intitolata “Cantico degli amanti – Dalla parte del marito” è disponibile sugli scaffali, pubblicata da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno. L’autrice, Sabatina Napolitano, si impegna in una rilettura e riscrittura del “Cantico dei Cantici di Salomone”, distribuendo l’opera in sei sezioni che esplorano varie sfaccettature dell’amore. La prefazione del volume è stata curata da Pasquale Vitagliano, mentre Gianpaolo G. Mastropasqua ha offerto la sua già riconosciuta esperienza per la postfazione.

L’estasi amorosa è imponderabile. Il sentimento amoroso è indomabile. Le forme più comuni per rappresentarlo riempiono di sabbia le mani di chi voglia comprenderlo realmente. Non bastano le frasi rimate nascoste nei cioccolatini, neppure le meccaniche del sesso epigrammatico. Per fare un’esperienza di quanto rovente possa essere la materia dell’amore e nello stesso istante vibrante di una tensione mistica estrema fino al punto in cui dolore e piacere si toccano sorpresi, si può leggere questo Cantico degli amanti – dal lato del marito di Sabatina Napolitano. Come precisa la stessa autrice, la raccolta è un poema che rilegge (e riscrive) il Cantico dei Cantici di Salomone. Si divide in sei sezioni. In una di queste l’amante-marito diventa eteronomo della stessa poetessa. Mario Luzi, Herman Hesse, Özdemir Asaf, Hafez, ci accompagnano con i loro testi in questa inchiesta amorosa.

 

Mentre mi spogli diglielo a dio/ che per te sono la California, New York./ Diglielo a dio che io sono tutte le tue città. Prima e fuori da ogni lettura allegorica, ammesso che ce ne sia una, la sorgente di questo testo è il profondo desiderio amoroso dell’autrice. Sgorga dal profondo, l’eco risale da distanze lontanissime che non serve né colmare né esplorare, in quanto contengono la matrice da cui tracima il magma poetico, un mistero che invita alla conoscenza, non al disvelamento. Di questo fuoco scuro/ possa bruciare il tuo desiderio/ fin tanto che non lo spegni a me vicino./ (…) Sono una stella dal fuoco scuro,/ bevo vino dormendo con santi e poeti. Il fuoco è l’elemento che alimenta la vis poetica della Napolitano. (dalla prefazione di Pasquale Vitagliano)

 

‘‘Questa raccolta, coraggiosa e intenzionalmente a tratti scentrata dal proprio tempo, nonostante l’utilizzo talvolta di lemmi ‘social’, è in realtà un viaggio nella divergenza del sentire dove tutti i numi tutelari personali della poesia d’amore, orientali e occidentali, vengono convocati benché sfiorati, vengono invocati per salvare il nostro tempo dall’assenza d’Amore. In virtù e in correlazione con il Cantico delle origini, il marito e la moglie potrebbero sia essere maschio e femmina reali, sia coppia idealizzata o adamitica, nonchè estrema metafora, ossia rimanderebbero a Dio che ha in sposa la Terra/Umanità. Sabatina Napolitano, che può vantare una rara e sedimentata conoscenza letteraria contemporanea in rapporto alla giovane età, sia per il suo percorso personale che per la sua evoluzione e trasversalità in scrittura, è da ritenersi senza alcun dubbio, e questa raccolta lo conferma, tra le più autentiche poetesse italiane della sua generazione’’. 

(dalla postfazione di Gianpalo G. Mastropasqua)

 

Sabatina Napolitano, classe ‘89, è una poetessa, scrittrice, insegnante. Suoi testi sono apparsi nella rivista Gradiva, su La poesia e lo Spirito, Nazione Indiana, Neobar, Poesia del nostro tempo e diverse altre testate. La sua prima raccolta poetica è del 2010. Ha pubblicato un romanzo e otto libri di poesia.


lunedì 18 novembre 2024

Angela Botta " Oggi ho visto " Legge Sergio Carlacchiani, Il Clamorosissimo

Visite notturne di Stefano Simoncelli (Pequod)

Alcune cose che davano senso alle strade
dove ci abbracciavamo si sono nascoste
da un’ altra parte per non guardarmi.

Penso alle luci soprattutto e all’ombra
di mio padre che zoppica tornando a casa
inseguito da uno spropositato senso di colpa

che ho ereditato e come gli somiglio nella tosse,
nel respiro affannato per le troppe sigarette
perdendomi nel giro largo delle osterie

scomparse tra il mercato ittico e le darsene.
Cosa vedi adesso? Immagino giardini
o parchi senza nome dietro al cielo

dove non piove mai, non nevica
e qualcuno che si è addormentato
sfinito sulla rugiada di una panchina.




domenica 17 novembre 2024

"fuggiasco" Testo e voce di Sergio Carlacchiani

Staminali eterne di Pierluigi Bacchini (Mondadori)

Staminali eterne è dunque, al tempo stesso, l'alta conferma e un formidabile nuovo capitolo di una delle vicende poetiche di più singolare vitalità, tra sostanza di pensiero e libertà nella forma, della nostra poesia negli ultimi decenni.


Ecco un libro che ci arriva come una autentica, sorprendente novità a dieci anni dalla morte dell'autore. Poeta di inconfondibile fisionomia, in cui la complessità del pensiero si esprime nel segno di un costante rapporto tra reale dell'esperienza e senso attivo della natura, Pier Luigi Bacchini ha proseguito con incessante energia intellettuale la sua ricerca anche negli ultimi anni di vita. Il frutto ce lo rivela oggi l'attenta, puntuale devozione del figlio Camillo, che ha curato Staminali eterne, raccolta quanto mai variegata e ricca che, come argomenta Alberto Bertoni nel saggio introduttivo, si pone ai maggiori livelli dell'opera di Bacchini. Eccoci allora a vivo contatto con una narrazione lirica sempre aperta, tra memoria e storia, fino al tempo della guerra, con la presenza di innumerevoli figure minimali che si incidono nella pagina e diventano veri e propri personaggi. Ne nasce uno stillicidio multiforme di situazioni concrete in inquieti paesaggi: tra campagna agricola, torrenti, fiumi, mari, città. In questo libro postumo si respira a volte un'atmosfera di «composta disperazione», con presagi di fine nella vecchiaia di chi continua a osservare, sensibilissimo e reattivo, il mondo. Fedele alla sua ispirazione di autore immerso nell'universo naturale, Bacchini si conferma qui magicamente in sintonia con la dimensione animale e vegetale, oltre che in ascolto del «suono» che viene dal suo stesso corpo. A tutto questo si aggiunge un approdo religioso, cristologico, tra «anatomia vegetale» e riflessione sulla «fatica di Dio», in una indagine sulla bellezza, che si manifesta paradossalmente a volte in «un contrasto spettacolare di mostruose stranezze». Il tutto realizzato nei termini di una geniale libertà stilistica e, come scrive sempre Bertoni, in una «scrittura musicale alla Debussy, un po' come nel proto Montale degli Accordi»




sabato 16 novembre 2024

Poesia e apocalissi: la poesia come scienza dell'assoluto prima del Nulla oggi a Book City Milano con la poetessa Antonella Rizzo

“Poesia e apocalissi: la poesia come scienza dell'assoluto prima del Nulla” è un appuntamento sulla poesia all’interno della prestigiosa rassegna Book City Milano, nel quale è prevista la presentazione della raccolta di versi "L'ora del sole medio" di Antonella Rizzo (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno). Converseranno con l'autrice Antonella Rizzo, Ottavio Rossani, giornalista, poeta e pittore, e Riccardo Giuseppe Mereu, poeta, attore e animatore culturale. Letture e partecipazione delle artiste Margarete Von Braitenberg, Rosaria Munafò, Serena Rossi, Francesca Magliani. Musica e canto di Marzia Dolci. L’appuntamento è previsto per OGGI 16 novembre 2024 ore 15,00 presso la Fabbrica del Vapore / Palazzina Liberty in Via Giulio Cesare Procaccini, 4, 20154 Milano

In un'epoca caratterizzata da un'accelerazione vertiginosa del tempo e da una frammentazione dell'esperienza, la poesia, lungi dall'essere un lusso o un esercizio stilistico, si rivela un'urgente necessità. Essa ci offre uno spazio protetto, un rifugio in cui riflettere sulla complessità dell'esistenza e tentare di dare un nome alle nostre emozioni più profonde.

L'incontro con "Poesia e apocalissi" ci invita a un'immersione totale nel mondo interiore dell'autrice, Antonella Rizzo, che con la sua scrittura ci conduce in un labirinto di significati, dove il personale si intreccia con l'universale. La poesia, in questo senso, diventa uno strumento di conoscenza di sé e degli altri, un ponte tra l'individuo e la collettività.

La scelta di accostare la poesia all'apocalisse non è casuale. L'apocalisse, intesa non tanto come fine del mondo, ma come rivelazione, come svelamento di una verità nascosta, rappresenta una metafora potente per descrivere la condizione umana di fronte all'ignoto. La poesia, in questo contesto, si configura come una sorta di "scienza dell'assoluto", in quanto cerca di cogliere l'essenza delle cose, di andare oltre l'apparenza per svelare la profondità dell'essere.

La fragilità umana, la ricerca del senso, il confronto con il limite sono temi perenni della poesia, ma assumono oggi una risonanza particolare. In un mondo dominato dall'incertezza e dalla precarietà, la poesia ci offre un'ancora di salvezza, un luogo in cui trovare conforto e speranza.

Attraverso le parole di Antonella Rizzo, esploreremo le sfide del nostro tempo, cercando di dare un senso al caos e all'incertezza che ci circondano. La poesia, in questo senso, diventa uno strumento di interpretazione della realtà, una lente attraverso cui osservare il mondo con occhi nuovi.

 

IL LIBRO DI ANTONELLA RIZZO L’ora del sole medio – raccolta di apocalissi minime (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

(…) I poeti sono come gli angeli, non cambiano mai, è la tonalità del canto a cambiare con la forma del mondo. Nell’ora del sole medio ci sono solo naufraghi e migranti in lento movimento, impiccagioni, mute di cani rabbiosi, terra secca e raccolti perduti. C’è una guerra, lontana o forse vicinissima, c’è il segno di qualcosa che ha colpito i corpi con l’ineluttabile e cieca democrazia del male e del dolore. Non c’è ombra, tutto è luce accecante. (…) Ignazio Licata

(…) L’essenza di questo lavoro si rivela come una disamina della verità, di uno sguardo interiore in grado di leggere noi stessi non tramite il riflesso, ma attraverso la lente della distanza. Come se non ci riguardasse, come se non ci appartenessimo e, al contempo, come se fosse l’unico modo possibile per potersi appartenere davvero, per raggiungere la consapevolezza di ogni passo che tracciamo o abbiamo tracciato (…). Dario Talarico

Antonella Rizzo, nata nel Salento, vicino a un limone dai frutti neri, compie studi classici e umanistici. Approda alla ricerca accademica che lascia per una scelta di indipendenza. Dopo un lungo dialogo con il Senegal e con le comunità migranti, arriva a Milano dove insegna in scuole di periferia, scrive poesia e continua il suo lavoro di ricerca sulle identità plurali, diasporiche, che ammira come paesaggi.

 

Info Link Book City Milano

https://www.bookcitymilano.it/eventi/2024/macare-donne-poesia-e-apocalissi

 

I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno

https://www.quadernidelbardoedizionilecce.it/




 

 

Semiotica notturna di Cristina Eléni Kontoglou (PeQuod)

 Dovrei sedermi sulla sponda del letto

per sentirti guardarmi
— sentire lo sguardo che si arrampica
tra le costole
un soffio
la pagina spostata
un bicchiere rovesciato —
Sentirti senza le parole
chiedermi quanto io sia
disposta a lasciarmi andare,
se io fossi fatta di sole mani
avrei la certezza di filtrare
i tuoi segreti dalla pelle
mentre allungo
le dita vicino a me,


e trovo invece un palmo aperto
diviso
linee inconcludenti
che percorrono la carne
in vie incerte senza una mappa
una direzione
una sosta
o una dedizione.




Ginevra Della Notte "Quando io e te faremo" Voce di Sergio Carlacchiani, Il Clamorosissimo

domenica 10 novembre 2024

Versi spudorati di Carlo Carnevali (Manni)

I versi amari e corrosivi della prima raccolta poetica, l’implacabile azione del tempo che consuma la vita, sfociano in questi Versi spudorati in una sconsolata autocoscienza che contempla anche il dolore a confronto, come scrive Stefano Carrai nella prefazione, ”coi giorni perduti, come una ferita narcisistica in più rispetto a quella inferta dal tempo”. Progettare non è un verbo praticabile, rimpiangere non serve, c’è solo una realtà che si consuma passo dopo passo, unico sogno è procedere verso la natura e il mito, e per un attimo si possono chiudere gli occhi immaginando, scrive l’autore, irrealizzabili avventure



Paola Di Toro " Chimica " Voce di Sergio Carlacchiani

martedì 5 novembre 2024

I trovatori di Dante con la traduzione di Francesco Zambon (Molesini Editore Venezia)

Questo volume riunisce tutti i componimenti citati da Dante nel De vulgari eloquentia (oltre a una canzone di Peire d’Alvernhe e alla sestina di Arnaut, che egli imitò direttamente). Rispetto alle precedenti e analoghe sillogi di Chaytor, di Monaci e di Folena, essi sono qui per la prima volta accompagnati da una traduzione che, pur nella fedeltà al testo originale, ne rispetta rigorosamente le misure metriche. Dante conobbe bene la poesia in lingua d’oc, una delle tre lingue – con la lingua d’oil e la lingua del sì, francese e italiano – che formano quello che egli definisce l’ydioma tripharium. Ed essi costituirono uno dei suoi modelli poetici fondamentali, dalla giovanile Vita nuova fino alla Commedia. Nel suo trattato di poetica, il De vulgari eloquentia, Dante cita a diverso titolo ben undici componimenti di sei trovatori diversi; alcuni testi sono allegati come esempi metrici o retorici, altri come espressione dei tre temi o materie da lui distinti nella poesia lirica: armi, rettitudine e amore. Nella Commedia, poi, egli mette in scena alcuni di questi poeti, ripartendoli calcolatamente nelle tre cantiche.



Luigi Pirandello, da una lettera autobiografica "Io penso che la vita" Voce : Sergio Carlacchiani

lunedì 4 novembre 2024

Annalisa Mercurio " Sulle rive dei tramonti " Voce di Sergio Carlacchiani

Agostino Biagi e la sua traduzione in cinese della Divina Commedia di Mara Carocci, Luca Pisano, Emanuele Banfi (Accademia della Crusca)

Come Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca, ricorda nella Premessa, oggi, grazie alla donazione dell’erede Mara Carocci, l’Accademia ospita nel suo Archivio i cospicui materiali d’interesse sinologico appartenuti ad Agostino Biagi (1882-1957), tra i quali spiccano diverse traduzioni in cinese della Commedia. Tre primi studi al riguardo sono ora raccolti in questo volume. Il primo saggio, della stessa Carocci, illustra la vicenda umana del Biagi che, dopo un fondamentale periodo in Cina quale missionario francescano, rientrato in Italia, ribelle a ogni costrizione, fu perseguitato dal fascismo e, passato alla Chiesa Battista, anche dalle autorità cattoliche. La duratura passione per la cultura e la lingua cinese lo spinse a tradurre, in più versioni, il poema dantesco. Nel secondo saggio Luca Pisano ricostruisce, con saldo rigore filologico, lo straordinario impegno del Biagi nella traduzione del canto I dell’Inferno. Il terzo contributo, di Emanuele Banfi, indaga in particolare il processo di traduzione del celebre verso «libertà va cercando…» (Purgatorio I, 71) con speciale attenzione per la resa cinese della dantesca e tutta “occidentale” nozione di libertà.



domenica 3 novembre 2024

Per TIRANA BOOK FAIR in Albania presso l’Hilton Garden Inn di Tirana OGGI Domenica 3/11/2024 si presenta il volume di poesie “Mandala di Luce” di Annelisa Addolorato

Per TIRANA BOOK FAIR in Albania presso l’Hilton Garden Inn di Tirana (Albania) in Bulevardi Gjergj Fishta 146, Tirana 1001, e in collaborazione con Gusto Italiano e Libri DOMANI Domenica 3 novembre 2024 alle ore 17,30 ci sarà la presentazione del volume di poesie “Mandala di Luce” di Annelisa Addolorato (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno). Presenta  l’autrice Silvana Carolla

“La cura della casa è come la costruzione di un meraviglioso Mandala, un giardino mutante di cui prendersi cura. Curiosa, viaggiatrice, cura la natura con amore viscerale: la Terra siamo noi, energia vitale e cosmica. La pagina diventa sessione di arte marziale pratica con alternanza esatta di racconti, frasi poetiche e riflessioni. Il libro scorre con la caratteristica leggera nota di melanconia esistenziale giapponese, stile Mieko Kawakami, ben descrivendo la struggente presenza dell’essere e dell’amare. (Serena Rossi)

Annelisa Addolorato nei suoi testi cattura Meraviglia e Percezione di simboli, immagini, colori, in un ritmo del fare, del dire e dell’agire poetico magico, mistico, ancestrale. Un dimensionare l’esprit poétique in raffinate poesie e prose che si nutrono di un mondo interiore multipolare e decentralizzato, ma vivissimo in un Silenzio abissale, che splende e risplende di luce propria. (Stefano Donno)

Bio Annelisa Addolorato – Nasce in Italia, cresce in Spagna. Attualmente risiede a Lecce. Ha consolidato la sua formazione globale tra Milano (Laurea, Corso Istruttori Acsi di Kung Fu Chang), Barcellona (Erasmus presso la UAB), Madrid (Dottorato di ricerca) anche grazie ad alcune borse di studio vinte per merito. Ha ottenuto diploma di liceo classico a Lodi, laurea in Filosofia a Milano e dottorato in co tutela in Letteratura spagnola a Madrid. Appassionata della musica, del ballo e del canto in generale, da bambina ha studiato violoncello e flauti barocchi.  Pubblica da anni libri di poesia&arte, tra cui: Guardando la mar – Il nostro Chi (IQdB/Amazon, Lecce 2022); i tre libri con testo a fronte: My voice seeks You (italiano/inglese, New York), La palabra ‘lasca’ (italiano/spagnolo, Madrid) e Mariposas y falenas (italiano/spagnolo, Madrid); libri adottati come testi di studio universitario Viaje entre palabras (Madrid), Generación Tuteo e La parola danzante (Milano), tra altri titoli. Ha tradotto molti testi e libri di poesia. On line si possono ascoltare sue poesie, le tracce dei suoi audiolibri in italiano e spagnolo LA FORMA DELLA TIGRE. Suoi scritti di narrativa e sull’arte sono presenti in rete e, su antologie varie tradotti in molte lingue, tra cui: hindi, coreano, giapponese, inglese, spagnolo, rumeno, tedesco, turco. Partecipa e contribuisce come artista e creativa a progetti&festival letterari/artistici/culturali in Italia e nel mondo. Scrive post di attualità e poesia PAESAGGI DELL’ANIMA. PAESAGGI DEL SUD (nella rivista on line Il pensiero mediterraneo); scrive i post mensili della rubrica LA SPAGNA IN LETTERE (nel blog poetico La Poesia e lo Spirito); è co-ideatrice del progetto creativo Migra.Azioni, insieme alla artista S. Rossi; forma parte della redazione della collana poetica De luz, piedra y espejo (edita dall’Università di Al- calá di Henares); Premio Letterario Internazionale Città di Pomezia; Festival Kritya.

Info

https://www.quadernidelbardoedizionilecce.it/


COMO (ITALY)

Voxpopuli - Il poeta Cesare Viviani