A CURA DI STEFANO DONNO VICE PRESIDENTE DELLA CASA DELLA POESIA DI COMO

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sabato 27 giugno 2026

Better days di Luca Gamberini (Arcipelago Itaca)

 Luca Gamberini (Bologna 1986) ha pubblicato le raccolte di versi Neoklassico (2014), Un etto d’amore (Lascio?) (Ensemble 2018), Pensa che cretino che è l’amore (Mondadori 2021). Per puntoacapo, sempre in poesia, sono più recentemente usciti i volumi Cromatismi (2022) e Non rime di frattura (2024). Per il teatro ha scritto Tra Venere e le Sirene, che ha debuttato al Teatro degli Angeli nel gennaio del 2020. Ideatore della performance #PoesiaEspressa® e della serie grafica Stilemi, ha esordito in ambito fotografico con la prima personale L’Arte svelata. Sguardi che vanno oltre (Bologna, settembre 2021).

Si tratta pertanto di un libro di ispirazione cristiana, anzi cattolica. Vigilato da una figura materna che implica generazione e custodia, memoria, lacerazione e proiezione in un mondo ulteriore e disincarnato che unisce alla promessa dell’incanto lo sperdimento in una dimensione di luce che corrisponde alla cecità dell’abbagliamento. Mentre la tripartizione suggerisce una linearità ascendente, allusiva di un’ideale di vita virtuosa. Quasi un itinerario catechistico che invita ad aprire le orecchie alla parola, il cuore alla fede, gli occhi alla luce. […] Dalla prefazione di Eugenio Lucrezi


mercoledì 24 giugno 2026

Novità in libreria Gbenga Adesina LA MORTE NON FINISCE NEL MARE Collana Cittadini della poesia diretta da Mia Lecomte - Transeuropa

 Torna in libreria la prima collana dedicata ai POETI TRANSNAZIONALI da Mia Lecomte, ora pubblicata da Transeuropa editore.

Novità di giugno 2026

Esuli, migranti, expat, ma anche autori italiani “marginali”, periferici rispetto a standard linguistici, centri di potere e legittimazione culturale, tutti accomunati dalla medesima cittadinanza nell’altrove poetico. Dopo quasi trent’anni rinasce con Transeuropa la prima collana dedicata ai poeti transnazionali da Mia Lecomte. 

Cittadini della poesia, dopo aver ospitato alla metà degli anni Novanta i primi “scrittori migranti italofoni”, apre oggi ai poeti in transito fra lingue e culture. 

Un progetto nato per mettere in dialogo le voci del mondo, restituendo alla poesia il suo respiro originario nomade, plurale, irrevocabilmente umano. A guidarlo è un comitato editoriale composto dalla stessa Mia Lecomte, Ugo Fracassa, Laura Accerboni, Andrea Sirotti e Anna Aresi

Dopo Marina Colasanti, in luglio esce il poeta nigeriano GBENGA ADESINA con LA MORTE NON FINISCE NEL MARE, a cura di Stella Sacchini, con una nota di presentazione di Andrea Sirotti.
Uscita in America a settembre 2025, La morte non finisce nel mare è la sua prima raccolta poetica ed è nella long-list del National Book Awards 2025 for Poetry e nella short-list del Griffin Poetry Prize 2026, e ha vinto l’"Anisfield-Wolf Book Award" 2026

Enea è nigeriano, e porta suo padre Anchise sulle spalle mentre fugge dalla morte e cerca salvezza e futuro oltre il mare.

“Ho portato mio padre attraverso il mare” ( I Carried My Father Across the Sea), poesia che apre la raccolta del poeta nigeriano Gbenga Adesina, comincia con un chiaro rimando all’immagine virgiliana della fuga da Troia dell’eroe fondatore di Roma. A nutrire i suoi versi, come racconta lo stesso Adesina in un’intervista apparsa sulle pagine del «Guardian Nigeria» nell’ottobre del 2022, sono le storie che vede attorno a sé: “«Sono prima un essere umano, e poi un poeta, ok? La mia poesia è un’estensione della mia umanità. […]

A partire dalla propria esperienza di migrante, Gbenga Adesina intreccia mito e autobiografia per raccontare una storia universale: la perdita del padre, l’abbandono della terra natale, la trasformazione della casa e dei legami. Il viaggio oltre il mare coincide con il lutto e con una separazione necessaria, mentre la madrepatria tenta di trattenere il figlio che parte.

Ne nasce una poesia intensa e visiva, in cui migrare significa portare con sé i morti, la memoria e un futuro carico di incertezza.

Adesina è interessato agli aspetti più intimi, ai dolori, ai desideri più reconditi e alle famiglie che, per un puro caso geografico e storico, si sono trovate a dover lasciare il proprio paese come migranti. Prima di tutto, gli esseri umani





COMO (ITALY)