A CURA DI STEFANO DONNO VICE PRESIDENTE DELLA CASA DELLA POESIA DI COMO

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domenica 20 ottobre 2024

Profezia dell'essere di Renzo Ricchi (Book)

Anche Ricchi, come già Ungaretti, ci consegna, con questa Profezia dell'Essere, il suo "taccuino del vecchio". Del diario esso possiede, peraltro, tutti i caratteri e le cifre strutturali. Dal primo all'ultimo testo, Ricchi ha insistito su un unico motivo, girandoci intorno anche quando sembrava che mirasse ad altro, vagheggiandolo, studiandolo e sogguardandolo da piú angolature, saggiando il terreno, cingendolo d'assedio o affrontandolo di petto, con tenacia mai paga e con circospezione, mettendo in campo tutti gli strumenti custoditi nella sua specola, incluse la filosofia e la fisica, e, dove neppure queste soccorrono, le virtú teologali della fede e della speranza. Ricchi, insomma, in questa Profezia dell'Essere ha fatto della poesia, per dirla con Charles Du Bos, un'"approssimazione" al centro, al cuore del mistero." (Prefazione di Giuseppe Langella)



David la Mantia "Abbiamo perso, amico mio" Voce di Sergio Carlacchiani ( Il Clamorosissimo)

lunedì 7 ottobre 2024

David la Mantia "Le cose che mi stanno sullo stomaco" Voce: Sergio Carlacchiani (Il Clamorosissimo)

Emily Dickinson: a microcosm of great intuitions by Nicolina Calabrese , Michela Papavassiliou (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

 

IT - Grazie alla sua grande sensibilità e alle sue spiccate capacità di osservazione, Emily Dickinson è riuscita a cogliere la bellezza e la complessità della natura utilizzando uno strumento poetico potente e interiore. L'ambiente naturale non è per lei solo uno sfondo scenografico, ma uno specchio dove riflettere tutte le sue emozioni, nonché un luogo di discussione e scoperta. Alberi, fiori, uccelli diventano segni universali di vita, morte e solitudine. Nei suoi versi, la natura è spesso animata e personificata, assumendo quasi un ruolo dialogico con la poetessa. Un fiore appassito diventa il simbolo della caducità della vita, mentre un uccello in volo rappresenta il desiderio verso l'ignoto. Emily Dickinson non si limita a descrivere la natura, ma la comprende, la interiorizza e allo stesso tempo la fa sua. Il giardino che circonda la sua casa è un microcosmo, un rifugio sicuro dove riflettere sulla propria esistenza e sul grande mistero del mondo

EN - Thanks to her great sensibility and her keen observation skills, Emily Dickinson has been able to catch the beauty and the complexity of nature using a powerful and an inner poetic language tool. The natural setting is not only a stage scenery for her, but a mirror where to reflect all her  emotions, and also a discussion and discovery place. Trees, flowers, birds become universal signs of life, deatn and loneliness. In her lyrics, nature is often animated and personified, assuming almost a dialogic role with the poet.  A withered flower becomes the symbol of the life caducity, while a flying bird represents the longing towards the unknown. Emily Dickinson doesn't only describe nature, but she understans it, she interiorizes it and at the same time she makes her own. The garden that surrounds her home is a microcosm, a safe shelter where to think about her own  existence and about the  big mystery of the world.

IT - Questo libro si propone di entrare nel microcosmo ciclopico di Emily Dickinson, fatto di piccole grandi cose, di sottilissime illuminanti intuizioni e di cogliere attraverso le Sue poesie anche ciò che non viene esplicitamente rivelato, celato fra le righe. La Sua personalità racchiude tutte le fragilità di questo genio poetico insieme a quelle problematiche spirituali che attanagliano anche l’uomo moderno. Emily è simile ad una carpa tenace che viaggia controcorrente tra i flussi di un ribollente fiume in piena, alla ricerca di un posto sicuro dove depositare le sue candide uova, eccola vestita di bianco aggirarsi quieta nella sua stanza di reclusa, nutrendosi di frugali bocconcini come un indifeso uccellino, mentre il fuoco della creazione le esplode nell’animo.

EN - This book has the aim to enter Emily Dickinson's cyclopic microcosm, made of tiny, huge things and great intuitions. I wanted to highlight  through her lyrics  what it isn't revealed or hidden inside them and also  to go deeper into her life to understand how the important events of her life influenced her behaviour.  In  her personality we can  find  all  the fragilities  of her poetic  genius  together with the spiritual  troubles  gripping  a new born modern society  too. Emily's life is like a tenacious  carp that swims  backwards  among the flows  of a full  raging river, searching a safe  cave to lay down its white eggs, or  wandering  in her white dress , feeding  herself  with frugal  bite s  like  an unprotected little  bird, while  the fire of the  poetic creation is  bursting into her soul.

 

IT - Nicolina Calabrese, docente di lingua e letteratura inglese, studiosa di Emily Dickinson dal 1976 e autrice del saggi critici: "Aspetti e tematiche" (1976) e "Emily Dickinson: un microcosmo di grndi intuizioni(2003). Ha collaborato con L'Università Americana "Franklin College" di Lugano per la realizzazione di seminari di studio e dissertazioni a tema(2005). Ha fondato l'associazione culturale no-profit "Diotima"promuovendo arte e poesia(2009). Ha pubblicato diversi saggi sulla poesia e sull'arte (20019). Ha tradotto in inglese e ampliato questo libro: "Emily Dickinson: a microcosm of great intuitions" (2021).

EN - Nicolina  Calabrese , a teacher of English  and  a schloar  of Emily Dickinson  since 1976. She has published  two critic essays: "Emily Dickinson : aspetti e tematiche (1979) and Emily Dickinson: un microcosmo di grandi intuizioni(2003).  She  has  collaborated  with the American Franklin  College  to organize  seminaries  about different  themes  (2005).  She has founded  a no-profit cultural association  "Diotima"  dealing  with art and  poetry (2009). She has   published  several  essays  about  poetry  and  art  (2019). She has  translated  in english  and edited  this  book:" Emily Dickinson a microcosm of great intuitions " in 2021.

IT - Michela Papavassiliou autrice della novella "Come pioggia al sole". Ha curato numerosi libri e cataloghi d'arte tra cui "Gli Artisti sul Lario" Scheiwiller (2000)," Arte nella piazza di Portofino" (2005) e "Omaggio a De Chirico" (2006) Skirà. In copertina,

EN - Michela Papavassiliou   author of the novel "Like rain in the sunshine". She  curated numerous books and  art catologs incuding "Artisti sul Lario"  Scheiwiller (2000), Arte nella piazza  di Portofino " (2005) and "Omaggio a De Chirico" (2006) Skirà. On the cover, Arlequin of the two Masters2023 oil on canvas Mikaya Petros.

Arlequin of two Masters 2023 oil on canvas Mikaya Petros.

INFO

I QUADERNI DEL BARDO EDIZIONI DI STEFANO DONNO

https://www.quadernidelbardoedizionilecce.it/

 

OVER& PLUS SERVIZI

https://www.overeplusservizi.com/



Antologia personale. Ediz. italiana e francese di Emmanuel Moses a cura di Michele Baraldi (Molesini Editore Venezia)

Risolutamente umanista e poliglotta (sue lingue materne l’ebraico e il francese, lingua paterna il tedesco, conoscenza approfondita dell’italiano e dell’inglese), Emmanuel Moses è una tra le più libere, giuste e interessanti voci della poesia europea contemporanea, in cui si fondono ascendenze francesi, anglosassoni, tedesche e insieme ebraiche, tenendo ben conto, nella sua mente aperta, che l’ebraismo non è mai omogeneo, monolitico ed esclusivo, ma è una vasta costellazione di popoli, culture, lingue e tradizioni letterarie, artistiche, religiose e scientifiche che attraversano e rappresentano, appunto, il mondo intero. La sua coscienza acuta e ipersensibile del dolore, l’ironica e talora umoristica malinconia che avvolge la sua esperienza degli eventi, l’intelligenza sensibile, fantastica e non cerebrale con cui li scandaglia e ne testimonia, generano una poesia non ermetica né autoreferenziale, ma fortemente, sottilmente rivelatrice di quel che fa del mondo il mondo e del poeta colui che lo attraversa limpidamente, testimoniando, al tempo stesso, di una visione essenziale degli esseri e delle cose e di un ascolto delle loro risonanze nell’umana coscienza.




domenica 6 ottobre 2024

Il cimitero marino e altre poesie di Paul Valéry con la traduzione a cura di Rosa Anna Rita Costanzo (Edizioni Theoria)

In questa opera sono stati selezionati componimenti che ripercorrono tutta la produzione del poeta Paul Valéry, dai testi giovanili sino agli scritti più maturi. Si distingue Il cimitero marino, un poemetto di 24 stanze inserito nella celebre raccolta Charmes (1922). All’origine della composizione non vi è nessuna immagine da mostrare, tesi da sostenere o idea da esporre, ma una “figura ritmica vuota, riempita di sillabe vane”. Il poemetto è ispirato al cimitero di Sète, a strapiombo sul mare, dove sarà sepolto lo stesso autore: si tratta di una riflessione filosofica sulla vita, sulla morte e sull’assoluto. Il cimitero di cui parla il poeta, in origine, era dedicato a Saint-Charles (San Carlo) ed era destinato alla sepoltura di marinai: dopo la morte dell’autore venne ribattezzato “cimitero marino”, proprio in onore del suo poema



Mariateresa Bari "SCALE" Voce di Sergio Carlacchiani

martedì 1 ottobre 2024

Simona Garbarino - Sarà un'idea mia " Voce di Sergio Carlacchiani

La scatola onirica di Maurizio Cucchi (Mondadori)

Se Cucchi da sempre ci ha messo a parte della potenza evocativa del frammento, qui le sconnessioni si inabissano nel mistero contraddittorio della lingua, per giungere infine a un rapporto frontale tra immagine e parola, tra etica ed estetica, parafrasando l'anima di ogni opera rappresentata, che non è che il riflesso - spoglio di autoinganni - delle nostre vite.


Va verso nuovi territori l'opera di Maurizio Cucchi, che in questa Scatola onirica, oltre a indagare un nuovo spazio topografico - Casa Cucchi, località in provincia di Pavia -, declina la ricerca identitaria lungo un più temerario viaggio, verso una lingua primigenia, fino al «primitivo mugugno» dell'«homo ergaster». Diviso in sette sezioni, La scatola onirica si apre sulle connessioni frammentarie di un antico Quartiere di lignaggio, sede di genti ancora estranee all'«homo oeconomicus», realtà in cui la tensione etica si esprime sempre attraverso una «geografia del minimo». Ma Casa Cucchi non è che il luogo propedeutico di ritorni memoriali, concessi dalla dimensione del sogno. Non a caso la seconda sezione, Macchina onirica, ci restituisce l'antitesi tra sonno e veglia, intervallo in cui passato e presente si saldano. Il sonno dilata l'epica di un frammento ricco di congiunzioni, quasi un'unità anelata rispetto al «precario esserci» del reale. Tutto è ricondotto al potenziale illimitato (e sconosciuto) della mente, fino quasi a metterne in dubbio l'esistenza nell'ultimo capitolo, Mente cielo materia. D'altra parte pochi poeti come Maurizio Cucchi sanno abitare lo spazio frontale del tragico, con disinvolta levità, mai riparato da alibi consolatori. Riappare, in Sfiorando l'afasia, un remoto personaggio come Sabatino, ossessionato dall'etimologia, la stessa che ci conduce a evidenti contraddizioni semantiche che si sviluppano nella mobilità di temi e di molteplicità metrico-prosodiche. Una possibile risposta al rischio afasico si evidenzia nella sezione L'immagine, la parola. Dalle opere di ventidue grandi artisti, il poeta traccia una riflessione filosofica e sociale.





lunedì 30 settembre 2024

" quando la morte verrà a prendermi" Testo e voce di Sergio Carlacchiani

Anche gli alberi cantano. Le piante in poesia di Giovanni Tesio (Interlinea)

 Per chi ama la natura delle piante ecco un'antologia "vegetale", dalle radici alle foglie, dal fiore al frutto, che propone gli omaggi di alcuni dei maggiori poeti e poetesse del Novecento: da Eugenio Montale a Andrea Zanzotto, da Luciano Erba a Tonino Guerra, da Antonella Anedda a Vivian Lamarque e Alda Merini, nel solco di una tradizione letteraria che partendo da Cicerone e passando per Boccaccio e Leopardi arriva fino ai giorni nostri. Nella convinzione che, come scriveva Henry David Thoreau, «ben poco si può sperare da una nazione che abbia esaurito la propria matrice vegetale».




domenica 29 settembre 2024

Con parole remote di Giancarlo Pontiggia (Vallecchi Firenze)

«Pubblicata nel 1998 e insignita del Premio Montale, la prima raccolta poetica di Giancarlo Pontiggia, "Con parole remote", esce in questa nuova edizione con un racconto dell'autore. Dire però che si tratta della prima raccolta è improprio e riduttivo. Il volume già al suo apparire ha rappresentato non solo un esordio, ma un vero e proprio nuovo inizio. Per due ragioni: una estrinseca e una intrinseca. Quella estrinseca rinvia alla temperie poetica di quegli anni controversi. Invece quella intrinseca riguarda l'idea stessa di ciò che la poesia vuole essere. Testo inaugurale che è ben più di un debutto, perché è ripresa e ricominciamento, "Con parole remote" è abitato da una voce antica che lo intona e ne costituisce il basso continuo. Voce che precede ogni dire successivo. L'evocazione-invocazione attraversa, scandisce, ritma l'intera raccolta. Come per magia il silenzio è fatto risuonare di una verità sepolta, dimenticata, ma presente. Non altro il compito della poesia. Pontiggia è perfettamente consapevole che tutto il suo lavoro poetico "sottintende un dialogo segreto con delle forze, dei numi silenziosi e tutelari". Numi amichevoli, benefici, e dotati di una loro capacità salvifica, sono le metafore e le figure di senso che la poesia produce in modo nient'affatto arbitrario e che appartengono alla realtà, abitano le profondità dell'essere. La poesia non le inventa, semmai le riscopre e le accoglie. Compito della poesia, afferma Pontiggia, è "ricostruire una nuova sintassi, dialogica, leggibile, capace di custodire il senso del mistero, o almeno di non disperderlo, di serbare il suo nocciolo sacro, impronunciabile"» (dall'introduzione di Sergio Givone)



Loretta Fusco - Stanotte ti ho sognato - Voce di Sergio Carlacchiani

sabato 14 settembre 2024

Camillo Sbarbaro, poesia e natura

Scisma di Ilaria Palomba (Les Flâneurs Edizioni)

"Scisma" è un poemetto che prende forma a partire dal diario poetico condiviso da Ilaria Palomba in ospedale durante la lunga degenza nell’unità spinale del CTO di Garbatella dal 25 maggio al 28 ottobre 2022, dopo un mese di rianimazione all’ospedale San Giovanni Addolorata. "Scisma" parla di suicidio, disabilità, ospedalizzazione, psichiatrizzazione, rifiuto del dono della vita e poi ritorno alla fede nella vita e in Dio. Ma questo poemetto non è solo un modo per resistere alla degenza, è anche un testo brulicante, una voce alla ricerca delle sue origini letterarie, un costante confronto con i maestri; i versi sono intrisi di citazioni occulte, dalla Pizarnik alla Rosselli, da Celan a Metz. È diviso per giorni, come L’uomo che pende di Thierry Metz. Nella maggior parte dei componimenti la poesia è puro fatto che accade, e la parola coincide con l’accadere della cosa: il dettato ha l’evidenza della musica, delle immagini, l’aderenza tra parola e cosa porta a credere non vi sia mediazione. Solo in alcuni momenti la parola si stacca e torna a essere lingua astratta, qualcosa che circonda la realtà nominata, la accosta, la sfiora senza però fondersi con essa.



martedì 10 settembre 2024

Chiara Valerio ricorda Patrizia Cavalli

Camillo Sbarbaro. Scrivere per vivere di Francesco De Nicola (Ares)

 "Non mi misi mai di proposito davanti a un foglio bianco; per aver pubblicato, non sentii mai d’aver contratto impegni, neppure con me stesso. Lavorai, non è quindi la parola giusta; se la frase non si prestasse a interpretazioni metafisiche, direi che scrissi sempre sotto dettatura" Camillo Sbarbaro Solitamente conosciuto per l’aspetto malinconico e solitario, Camillo Sbarbaro (1888-1967) è stato in realtà uno dei più grandi scrittori che la Liguria ha dato al Novecento, come attesta la sempre maggiore attenzione della critica. In questo libro, Francesco De Nicola offre ai lettori un ritratto inedito e privo di definizioni univoche di un autore che trovò nella scrittura la principale ragione di vita. Scrivere era per lui un’estensione di sé, un’esigenza interiore e privata. Senza nutrire ambizioni di gloria, Sbarbaro si è di fatto tenuto fuori dall’ambiente letterario, ma è stato proprio questo “scrivere per vivere” che lo ha reso un personaggio raro, se non unico, nel mondo letterario italiano del Novecento: del tutto originale nel vivere le sue alterne vicende umane e nello scrivere pagine che oltrepassano il tempo e che, ancora oggi, sono in grado di coinvolgere il lettore.




lunedì 9 settembre 2024

Tradurre Lucrezio di Milo De Angelis

Vinegar Hill. Testo inglese a fronte. Ediz. bilingue di Colm Tóibín (Interno Poesia Editore)

Le lettrici e i lettori dei romanzi di Colm Tóibín, tra i quali "Brooklyn", "Il Mago", "The Master" e "Nora Webster", da oggi anche in Italia potranno incontrare la visionarietà dello scrittore irlandese che per la prima volta si è cimentato, con "Vinegar Hill", nella poesia. Un libro che esplora lo spazio liminale tra esperienze private ed eventi pubblici, attraversando argomenti come politica, amore queer e il tema della morte. Come indica nella prefazione Patrick McGuinness, le poesie di Tóibín «esprimono identità e solidarietà complesse e a diversi livelli: nazionali, sessuali, famigliari, comunitari, ideologici o religiosi. Le sue poesie, come i suoi romanzi, si dedicano a quei momenti in cui queste identità si connettono o si sovrappongono, o collidono e si scontrano».



domenica 8 settembre 2024

Tertenia, 01-09-2023: Poesia improvvisata [ Agus-Muntone]

Casa dell'acqua. Poesie (1982-2022) di Ángeles Mora (AnimaMundi Edizioni)

"Casa dell’acqua" è la prima antologia in traduzione italiana di Ángeles Mora, tra le voci più significative della poesia spagnola contemporanea. Il volume, a cura di Valentina Colonna, e con postfazione di Matteo Lefèvre, raccoglie quarant’anni di poesia dell’autrice andalusa. Con un canto d’amore e di perdita, capace anche di ironia e di vivace leggerezza, Ángeles Mora accompagna il lettore in luoghi remoti e vicini: nell’infanzia, nella dimenticanza, nella paziente cura del quotidiano, in ascolto del richiamo dell’acqua, nell’equilibrio costante tra luce e ombra, che appartiene alla sua terra e agli spazi della sua anima. Il libro contiene anche un’intervista inedita all’autrice a cura di Valentina Colonna



giovedì 5 settembre 2024

Per la Rassegna “Qui Se Mai Verrai / Il Salento dei Poeti” OGGI presso l’Ex Conservatorio Sant’Anna a Lecce presentazione del libro Di Venti Varia di Anna Rita Nutricati

Per la Rassegna a cura del Fondo Verri di Lecce e con il Patrocinio del Comune di Lecce “Qui Se Mai Verrai / Il Salento dei Poeti” giovedì 5 settembre 2024 ore 20,00 presso l’Ex Conservatorio Sant’Anna a Lecce è prevista la presentazione del volume edito da I Quaderni del Bardo Edizioni, Di Venti Varia di Anna Rita Nutricati Interverranno con l’autrice l’editore Stefano Donno e con il flauto traverso Ivano Bisanti accompagnerà la lettura dei versi

L’opera prima di Anna Rita Nutricati, nel titolo: “Di venti varia”, racchiude un messaggio enigmatico e, allo stesso tempo il segno connotativo, oggi raro, di una personalità discreta e appartata, propria dell’autrice.

 

Il titolo, comunque suggestivo, sembrerebbe infatti suggerito, addirittura sussurrato da una voce ignota, pervaso da una misteriosa, apparente estraneità, come si trattasse di un’affermazione vera e propria, però esterna all’opera; affermazione non certo imperativa o impositiva, ma casomai rivelatrice. Un velo, o meglio, un solido paravento linguistico che è, alla fine, il codice dell’intera raccolta. Quindi il titolo non poteva essere un marchio, un logo caratterizzante il lavoro qui presentato, ma, forse, la sintesi – per così dire – di un’introduzione all’opera stessa, formulata con le medesime attenzioni formali dei testi.

 

Naturalmente questo possiamo solo fingere di supporlo, per evidenziare anche nel titolo quel timbro di cui la raccolta stessa si caratterizza. È evidente però che la stessa autrice sia l’artefice di questo meccanismo e, in tal maniera, volutamente ci fornisca una formula interpretativa o, in ogni caso, una via ideale per accompagnarci nella lettura dai toni e forme articolate lontane da certe consuetudini e ricche, invece, di una cólta e marcata ricerca personale.

 

Il gioco fonetico e semantico che traspare dal titolo, va in questa direzione ed è intenzionalmente ambiguo, sulla scia di quella forma, in qualche modo ermetica. accostabile più al lontano trobar clus, che a esperienze letterarie di epoche a noi più vicine.

 

La silloge si compone di tre sezioni: Per Asfodeli, in cui l’allestimento finalistico e dispersivo, cerchiato nel giglio dell’Ade, mira alla perduranza di un legame che transita nel corpo a convito di un mutilo filo. La seconda sezione è intitolata Iconografia, per l’unicità ripetuta del soggetto e lo sforzo della raffigurazione, sordo alle intimazioni dell’assenza, alle strida del travaglio immaginativo.

 

La terza e ultima sezione Fuoriscena quasi suggerisce una connotazione teatrale, da terzo atto della commedia, anche se questo non dovrà fuorviare circa eventuali coup de théâtre o finali a sorpresa, anzi si tratta di un consolidamento, a chiaro, delle sezioni che la precedono. (…)

Anna Rita Nutricati vive la poesia nella sua accezione più alta, modellando una lingua sui timbri e le forme provenienti da uno studio rigido, sia del pensiero sia del significato che, con incastri a coda di rondine, ci consegnano componimenti netti, mai lasciati nella sospensione del déjà-vu, anche al cospetto di un “Io” non di rado dolorante, torturato che mescola il suo stesso sangue con quello del mondo, che fonde materia viva e inerte, in un’unica voce. Voce che ammette,” lasciai avvenire/ ciò che venne”. oppure “per poca fede, /si fece ostia/ la mia carne”. Un Io cosciente del proprio destino, fermo nella sua solidità e nella sua fragilità, che si rigenera al riparo della possente fortezza della lingua che parla a sé e a noi.  (Alessandro Franci)

 

Laureata in Lettere Moderne presso l’Università del Salento, Anna Rita Nutricati, coltiva la passione per la poesia e la critica letteraria. In tale ambito ha pubblicato recensioni e note di lettura su Versante Ripido, Spagine, Letteratour. Sue poesie sono state riprese da riviste e blog letterari.

 

Di venti varia è la sua opera di esordio

Per Info

Ingresso gratuito

Tel: 327/3246985


Canti di Poesia improvvisata Sarda: Tonara 05-09-1972 [Budroni-Sassu]

martedì 3 settembre 2024

Gara di Poesia Improvvisata [Sodde - Agus] - Prima parte-

Patti Smith, omaggio a Pasolini in una notte di musica e poesia

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Firenze, ‘Poesia nella città’ al via a San Miniato. Padre Bernardo parla d’amore e pace

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Ripa Teatina piange Adriana Stuard, una sua poesia per l'ultimo saluto: "Lu registre de la vite"

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Laboratori e poesia immersi nella natura, appuntamento a sabato

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Poesia del Giorno - Buonasera 24

Poesia del Giorno - Buonasera 24

martedì 27 agosto 2024

Gara di Poesia Improvvisata [Sodde - Agus] - Seconda e ultima parte

Sillabario dell'aracnide spartano di Roberto Pasini (Manni)

In questa raccolta, organicamente costruita con un lavoro originale e meticoloso sulla parola, la poesia assale il lettore producendo lampi di pensiero che attingono alla cultura letteraria del passato e del presente. Come dal treno scorrono i paesaggi così le parole, con ogni lettera, si accavallano una dietro l'altra per un viaggio al termine della scrittura. Un ragno operoso, spartano, tesse la ragnatela poetica partendo dalle origini della lingua scritta, utilizzando il greco, il latino, i primordi dell'italiano, attraverso la frantumazione del lessico e del significato, che sfocia in sapidi giochi verbali, dentro uno scenario fortemente intessuto di ironia e nostalgia



COMO (ITALY)

Voxpopuli - Il poeta Cesare Viviani