Periandro era considerato il secondo tiranno di Corinto ed è protagonista di una storia, diventata mito, che parla di manipolazione, inganno e incesto. Ha un rapporto sessuale con la madre, nel buio, del tutto ignaro del peccato che sta per compiere. Ma fuori dall'ombra, la luce gli mostra l'imbroglio al quale è stato piegato: la pazzia è la conseguenza inevitabile. Ma perché Periandro? La madre decise di punirlo perché colpevole di qualcosa di inevitabile e spontaneo: lui evolveva, cresceva e si allontanava da lei ogni giorno di più. Imperdonabile, ma così naturale e così umano, da permettere a ognuno di noi di riscoprire, attraverso questa storia, il peso inesorabile dell'esistenza. Questo è il punto di partenza di Stefano Decima, che attraverso liriche e canzoni, riattraversa i cardini malati del rapporto con sua madre, alla ricerca di una via di fuga e di quella luce in grado di scacciare ogni imbroglio.
A CURA DI STEFANO DONNO VICE PRESIDENTE DELLA CASA DELLA POESIA DI COMO
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