Viola Vocich è la poetessa che ci mancava. Le sue poesie parlano di sesso e di recriminazioni sul sesso che manca. In un certo senso la sua scrittura si contrappone al poetico, ma senza lacerare la lingua, senza spintonarla da nessuna parte. Lei si limita a essere spietatamente sincera e con questa semplice operazione ci porta davanti agli occhi una poesia depurata di ogni retorica, di ogni intellettualismo. Si scrive col corpo e Viola non ha bisogno di ricordarcelo con proclami retorici, ma ci mette direttamente a contatto con gli umori di un corpo infiammato dal desiderio. Mentre leggiamo entriamo subito in intimità con questa scrittura senza umidità, senza aloni. Viola ama e conosce benissimo molti luoghi dell'amore, a cominciare da quello che possiamo raggiungere con le parole. Sulla sua pagina la salute etica e il desiderio più spudorato si intrecciano meravigliosamente. Un po' Catullo, un po' Etty Hillesum. Detto altrimenti: una poesia e una poetessa che non avevamo ed ora sono qui ad arricchire il nostro paesaggio letterario. (Franco Arminio)
A CURA DI STEFANO DONNO VICE PRESIDENTE DELLA CASA DELLA POESIA DI COMO
A CURA DI STEFANO DONNO VICE PRESIDENTE DELLA CASA DELLA POESIA DI COMO
PRODOTTI CONSIGLIATI
Musica in evidenza · Aggiornamenti
- Caricamento…
Via RSS · aggiornato ogni 30 min
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
COMO (ITALY)
Il colore del mio buio di Daria Perrozzi (Thesis)
"Questa raccolta poetica nasce dal dolore per la perdita di mio padre durante la pandemia da Covid-19, in un tempo in cui anche il lu...
-
"Discepoli e seguaci" ha avuto una gestazione lunga e travagliata, con diversi titoli che si sono succeduti via via. Iniziato nel ...

Nessun commento:
Posta un commento