Un libro sull’addio che non racconta la fine in quanto è scritto dalla fine. Ogni verso è una sfida e un estremo gesto di fatalità compiuto dal poeta, preda di altre mani. La terra della poesia è la terra dell’origine e del punto di arrivo, che divora sia la vita sia la morte.
Procedendo per dialoghi e apparizioni, la poesia di Pistillo si fa teatro della vita, la memoria si fa scena, mentre l’immagine femminile assurge a simbolo dell’enigma e dell’imminenza. Se prima parla come una supplice: «Non uscire da questa mia scena d’inverno,/ non trattarmi da donna sola», un istante dopo annuncia la sua inviolabilità: «Sono diventata tua madre,/ non puoi più fare l’amore con me./ Non puoi uccidermi». Quattro movimenti compongono quest’opera metamorfica e d’irriducibile solitudine, il cui epilogo è la discesa verso la «soglia dei morti». Drieu la Rochelle, Rimbaud, Blok e altri, sono le grandi ombre della modernità tragica, convocate sul palcoscenico del Café Lambert.

Nessun commento:
Posta un commento