La poesia di Erika Burkart non è soltanto una “lirica della natura”, nella tradizione di Annette von Droste-Hülshoff, come è stata spesso definita. La natura in cui Erika è immersa, infatti, non è statica, si anima nei suoi versi perché il suo “io” lì si mescola e convive con gli spiriti elementari o le «energie dell’anima», come lei stessa li ha definiti. Lo scrittore svizzero Hermann Burger, l’amico a cui Erika dedica una poesia che compare in questa raccolta, la colloca tra due grandi poeti di lingua tedesca del Novecento: Günter Eich e Paul Celan. L’osservazione della natura in Burkart, scrive Burger, si trasforma in riflessione sulla parola, sulla scrittura: «Burkart è in grado di leggere i disegni della nebbia e le decorazioni della brina», perché in ogni istante è in ascolto del canto del mondo. «L’ascolto è un dialogo con il silenzio», scrive Erika nella poesia Nel mezzo. «Le poesie sono gradi del silenzio».
A CURA DI STEFANO DONNO VICE PRESIDENTE DELLA CASA DELLA POESIA DI COMO
A CURA DI STEFANO DONNO VICE PRESIDENTE DELLA CASA DELLA POESIA DI COMO
PRODOTTI CONSIGLIATI
Musica in evidenza · Aggiornamenti
- Caricamento…
Via RSS · aggiornato ogni 30 min
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
COMO (ITALY)
-
"Discepoli e seguaci" ha avuto una gestazione lunga e travagliata, con diversi titoli che si sono succeduti via via. Iniziato nel ...

Nessun commento:
Posta un commento