A CURA DI STEFANO DONNO VICE PRESIDENTE DELLA CASA DELLA POESIA DI COMO

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lunedì 18 novembre 2024

Visite notturne di Stefano Simoncelli (Pequod)

Alcune cose che davano senso alle strade
dove ci abbracciavamo si sono nascoste
da un’ altra parte per non guardarmi.

Penso alle luci soprattutto e all’ombra
di mio padre che zoppica tornando a casa
inseguito da uno spropositato senso di colpa

che ho ereditato e come gli somiglio nella tosse,
nel respiro affannato per le troppe sigarette
perdendomi nel giro largo delle osterie

scomparse tra il mercato ittico e le darsene.
Cosa vedi adesso? Immagino giardini
o parchi senza nome dietro al cielo

dove non piove mai, non nevica
e qualcuno che si è addormentato
sfinito sulla rugiada di una panchina.




domenica 17 novembre 2024

"fuggiasco" Testo e voce di Sergio Carlacchiani

Staminali eterne di Pierluigi Bacchini (Mondadori)

Staminali eterne è dunque, al tempo stesso, l'alta conferma e un formidabile nuovo capitolo di una delle vicende poetiche di più singolare vitalità, tra sostanza di pensiero e libertà nella forma, della nostra poesia negli ultimi decenni.


Ecco un libro che ci arriva come una autentica, sorprendente novità a dieci anni dalla morte dell'autore. Poeta di inconfondibile fisionomia, in cui la complessità del pensiero si esprime nel segno di un costante rapporto tra reale dell'esperienza e senso attivo della natura, Pier Luigi Bacchini ha proseguito con incessante energia intellettuale la sua ricerca anche negli ultimi anni di vita. Il frutto ce lo rivela oggi l'attenta, puntuale devozione del figlio Camillo, che ha curato Staminali eterne, raccolta quanto mai variegata e ricca che, come argomenta Alberto Bertoni nel saggio introduttivo, si pone ai maggiori livelli dell'opera di Bacchini. Eccoci allora a vivo contatto con una narrazione lirica sempre aperta, tra memoria e storia, fino al tempo della guerra, con la presenza di innumerevoli figure minimali che si incidono nella pagina e diventano veri e propri personaggi. Ne nasce uno stillicidio multiforme di situazioni concrete in inquieti paesaggi: tra campagna agricola, torrenti, fiumi, mari, città. In questo libro postumo si respira a volte un'atmosfera di «composta disperazione», con presagi di fine nella vecchiaia di chi continua a osservare, sensibilissimo e reattivo, il mondo. Fedele alla sua ispirazione di autore immerso nell'universo naturale, Bacchini si conferma qui magicamente in sintonia con la dimensione animale e vegetale, oltre che in ascolto del «suono» che viene dal suo stesso corpo. A tutto questo si aggiunge un approdo religioso, cristologico, tra «anatomia vegetale» e riflessione sulla «fatica di Dio», in una indagine sulla bellezza, che si manifesta paradossalmente a volte in «un contrasto spettacolare di mostruose stranezze». Il tutto realizzato nei termini di una geniale libertà stilistica e, come scrive sempre Bertoni, in una «scrittura musicale alla Debussy, un po' come nel proto Montale degli Accordi»




sabato 16 novembre 2024

Poesia e apocalissi: la poesia come scienza dell'assoluto prima del Nulla oggi a Book City Milano con la poetessa Antonella Rizzo

“Poesia e apocalissi: la poesia come scienza dell'assoluto prima del Nulla” è un appuntamento sulla poesia all’interno della prestigiosa rassegna Book City Milano, nel quale è prevista la presentazione della raccolta di versi "L'ora del sole medio" di Antonella Rizzo (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno). Converseranno con l'autrice Antonella Rizzo, Ottavio Rossani, giornalista, poeta e pittore, e Riccardo Giuseppe Mereu, poeta, attore e animatore culturale. Letture e partecipazione delle artiste Margarete Von Braitenberg, Rosaria Munafò, Serena Rossi, Francesca Magliani. Musica e canto di Marzia Dolci. L’appuntamento è previsto per OGGI 16 novembre 2024 ore 15,00 presso la Fabbrica del Vapore / Palazzina Liberty in Via Giulio Cesare Procaccini, 4, 20154 Milano

In un'epoca caratterizzata da un'accelerazione vertiginosa del tempo e da una frammentazione dell'esperienza, la poesia, lungi dall'essere un lusso o un esercizio stilistico, si rivela un'urgente necessità. Essa ci offre uno spazio protetto, un rifugio in cui riflettere sulla complessità dell'esistenza e tentare di dare un nome alle nostre emozioni più profonde.

L'incontro con "Poesia e apocalissi" ci invita a un'immersione totale nel mondo interiore dell'autrice, Antonella Rizzo, che con la sua scrittura ci conduce in un labirinto di significati, dove il personale si intreccia con l'universale. La poesia, in questo senso, diventa uno strumento di conoscenza di sé e degli altri, un ponte tra l'individuo e la collettività.

La scelta di accostare la poesia all'apocalisse non è casuale. L'apocalisse, intesa non tanto come fine del mondo, ma come rivelazione, come svelamento di una verità nascosta, rappresenta una metafora potente per descrivere la condizione umana di fronte all'ignoto. La poesia, in questo contesto, si configura come una sorta di "scienza dell'assoluto", in quanto cerca di cogliere l'essenza delle cose, di andare oltre l'apparenza per svelare la profondità dell'essere.

La fragilità umana, la ricerca del senso, il confronto con il limite sono temi perenni della poesia, ma assumono oggi una risonanza particolare. In un mondo dominato dall'incertezza e dalla precarietà, la poesia ci offre un'ancora di salvezza, un luogo in cui trovare conforto e speranza.

Attraverso le parole di Antonella Rizzo, esploreremo le sfide del nostro tempo, cercando di dare un senso al caos e all'incertezza che ci circondano. La poesia, in questo senso, diventa uno strumento di interpretazione della realtà, una lente attraverso cui osservare il mondo con occhi nuovi.

 

IL LIBRO DI ANTONELLA RIZZO L’ora del sole medio – raccolta di apocalissi minime (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

(…) I poeti sono come gli angeli, non cambiano mai, è la tonalità del canto a cambiare con la forma del mondo. Nell’ora del sole medio ci sono solo naufraghi e migranti in lento movimento, impiccagioni, mute di cani rabbiosi, terra secca e raccolti perduti. C’è una guerra, lontana o forse vicinissima, c’è il segno di qualcosa che ha colpito i corpi con l’ineluttabile e cieca democrazia del male e del dolore. Non c’è ombra, tutto è luce accecante. (…) Ignazio Licata

(…) L’essenza di questo lavoro si rivela come una disamina della verità, di uno sguardo interiore in grado di leggere noi stessi non tramite il riflesso, ma attraverso la lente della distanza. Come se non ci riguardasse, come se non ci appartenessimo e, al contempo, come se fosse l’unico modo possibile per potersi appartenere davvero, per raggiungere la consapevolezza di ogni passo che tracciamo o abbiamo tracciato (…). Dario Talarico

Antonella Rizzo, nata nel Salento, vicino a un limone dai frutti neri, compie studi classici e umanistici. Approda alla ricerca accademica che lascia per una scelta di indipendenza. Dopo un lungo dialogo con il Senegal e con le comunità migranti, arriva a Milano dove insegna in scuole di periferia, scrive poesia e continua il suo lavoro di ricerca sulle identità plurali, diasporiche, che ammira come paesaggi.

 

Info Link Book City Milano

https://www.bookcitymilano.it/eventi/2024/macare-donne-poesia-e-apocalissi

 

I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno

https://www.quadernidelbardoedizionilecce.it/




 

 

Semiotica notturna di Cristina Eléni Kontoglou (PeQuod)

 Dovrei sedermi sulla sponda del letto

per sentirti guardarmi
— sentire lo sguardo che si arrampica
tra le costole
un soffio
la pagina spostata
un bicchiere rovesciato —
Sentirti senza le parole
chiedermi quanto io sia
disposta a lasciarmi andare,
se io fossi fatta di sole mani
avrei la certezza di filtrare
i tuoi segreti dalla pelle
mentre allungo
le dita vicino a me,


e trovo invece un palmo aperto
diviso
linee inconcludenti
che percorrono la carne
in vie incerte senza una mappa
una direzione
una sosta
o una dedizione.




Ginevra Della Notte "Quando io e te faremo" Voce di Sergio Carlacchiani, Il Clamorosissimo

domenica 10 novembre 2024

Versi spudorati di Carlo Carnevali (Manni)

I versi amari e corrosivi della prima raccolta poetica, l’implacabile azione del tempo che consuma la vita, sfociano in questi Versi spudorati in una sconsolata autocoscienza che contempla anche il dolore a confronto, come scrive Stefano Carrai nella prefazione, ”coi giorni perduti, come una ferita narcisistica in più rispetto a quella inferta dal tempo”. Progettare non è un verbo praticabile, rimpiangere non serve, c’è solo una realtà che si consuma passo dopo passo, unico sogno è procedere verso la natura e il mito, e per un attimo si possono chiudere gli occhi immaginando, scrive l’autore, irrealizzabili avventure



Paola Di Toro " Chimica " Voce di Sergio Carlacchiani

martedì 5 novembre 2024

I trovatori di Dante con la traduzione di Francesco Zambon (Molesini Editore Venezia)

Questo volume riunisce tutti i componimenti citati da Dante nel De vulgari eloquentia (oltre a una canzone di Peire d’Alvernhe e alla sestina di Arnaut, che egli imitò direttamente). Rispetto alle precedenti e analoghe sillogi di Chaytor, di Monaci e di Folena, essi sono qui per la prima volta accompagnati da una traduzione che, pur nella fedeltà al testo originale, ne rispetta rigorosamente le misure metriche. Dante conobbe bene la poesia in lingua d’oc, una delle tre lingue – con la lingua d’oil e la lingua del sì, francese e italiano – che formano quello che egli definisce l’ydioma tripharium. Ed essi costituirono uno dei suoi modelli poetici fondamentali, dalla giovanile Vita nuova fino alla Commedia. Nel suo trattato di poetica, il De vulgari eloquentia, Dante cita a diverso titolo ben undici componimenti di sei trovatori diversi; alcuni testi sono allegati come esempi metrici o retorici, altri come espressione dei tre temi o materie da lui distinti nella poesia lirica: armi, rettitudine e amore. Nella Commedia, poi, egli mette in scena alcuni di questi poeti, ripartendoli calcolatamente nelle tre cantiche.



Luigi Pirandello, da una lettera autobiografica "Io penso che la vita" Voce : Sergio Carlacchiani

lunedì 4 novembre 2024

Annalisa Mercurio " Sulle rive dei tramonti " Voce di Sergio Carlacchiani

Agostino Biagi e la sua traduzione in cinese della Divina Commedia di Mara Carocci, Luca Pisano, Emanuele Banfi (Accademia della Crusca)

Come Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca, ricorda nella Premessa, oggi, grazie alla donazione dell’erede Mara Carocci, l’Accademia ospita nel suo Archivio i cospicui materiali d’interesse sinologico appartenuti ad Agostino Biagi (1882-1957), tra i quali spiccano diverse traduzioni in cinese della Commedia. Tre primi studi al riguardo sono ora raccolti in questo volume. Il primo saggio, della stessa Carocci, illustra la vicenda umana del Biagi che, dopo un fondamentale periodo in Cina quale missionario francescano, rientrato in Italia, ribelle a ogni costrizione, fu perseguitato dal fascismo e, passato alla Chiesa Battista, anche dalle autorità cattoliche. La duratura passione per la cultura e la lingua cinese lo spinse a tradurre, in più versioni, il poema dantesco. Nel secondo saggio Luca Pisano ricostruisce, con saldo rigore filologico, lo straordinario impegno del Biagi nella traduzione del canto I dell’Inferno. Il terzo contributo, di Emanuele Banfi, indaga in particolare il processo di traduzione del celebre verso «libertà va cercando…» (Purgatorio I, 71) con speciale attenzione per la resa cinese della dantesca e tutta “occidentale” nozione di libertà.



domenica 3 novembre 2024

Per TIRANA BOOK FAIR in Albania presso l’Hilton Garden Inn di Tirana OGGI Domenica 3/11/2024 si presenta il volume di poesie “Mandala di Luce” di Annelisa Addolorato

Per TIRANA BOOK FAIR in Albania presso l’Hilton Garden Inn di Tirana (Albania) in Bulevardi Gjergj Fishta 146, Tirana 1001, e in collaborazione con Gusto Italiano e Libri DOMANI Domenica 3 novembre 2024 alle ore 17,30 ci sarà la presentazione del volume di poesie “Mandala di Luce” di Annelisa Addolorato (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno). Presenta  l’autrice Silvana Carolla

“La cura della casa è come la costruzione di un meraviglioso Mandala, un giardino mutante di cui prendersi cura. Curiosa, viaggiatrice, cura la natura con amore viscerale: la Terra siamo noi, energia vitale e cosmica. La pagina diventa sessione di arte marziale pratica con alternanza esatta di racconti, frasi poetiche e riflessioni. Il libro scorre con la caratteristica leggera nota di melanconia esistenziale giapponese, stile Mieko Kawakami, ben descrivendo la struggente presenza dell’essere e dell’amare. (Serena Rossi)

Annelisa Addolorato nei suoi testi cattura Meraviglia e Percezione di simboli, immagini, colori, in un ritmo del fare, del dire e dell’agire poetico magico, mistico, ancestrale. Un dimensionare l’esprit poétique in raffinate poesie e prose che si nutrono di un mondo interiore multipolare e decentralizzato, ma vivissimo in un Silenzio abissale, che splende e risplende di luce propria. (Stefano Donno)

Bio Annelisa Addolorato – Nasce in Italia, cresce in Spagna. Attualmente risiede a Lecce. Ha consolidato la sua formazione globale tra Milano (Laurea, Corso Istruttori Acsi di Kung Fu Chang), Barcellona (Erasmus presso la UAB), Madrid (Dottorato di ricerca) anche grazie ad alcune borse di studio vinte per merito. Ha ottenuto diploma di liceo classico a Lodi, laurea in Filosofia a Milano e dottorato in co tutela in Letteratura spagnola a Madrid. Appassionata della musica, del ballo e del canto in generale, da bambina ha studiato violoncello e flauti barocchi.  Pubblica da anni libri di poesia&arte, tra cui: Guardando la mar – Il nostro Chi (IQdB/Amazon, Lecce 2022); i tre libri con testo a fronte: My voice seeks You (italiano/inglese, New York), La palabra ‘lasca’ (italiano/spagnolo, Madrid) e Mariposas y falenas (italiano/spagnolo, Madrid); libri adottati come testi di studio universitario Viaje entre palabras (Madrid), Generación Tuteo e La parola danzante (Milano), tra altri titoli. Ha tradotto molti testi e libri di poesia. On line si possono ascoltare sue poesie, le tracce dei suoi audiolibri in italiano e spagnolo LA FORMA DELLA TIGRE. Suoi scritti di narrativa e sull’arte sono presenti in rete e, su antologie varie tradotti in molte lingue, tra cui: hindi, coreano, giapponese, inglese, spagnolo, rumeno, tedesco, turco. Partecipa e contribuisce come artista e creativa a progetti&festival letterari/artistici/culturali in Italia e nel mondo. Scrive post di attualità e poesia PAESAGGI DELL’ANIMA. PAESAGGI DEL SUD (nella rivista on line Il pensiero mediterraneo); scrive i post mensili della rubrica LA SPAGNA IN LETTERE (nel blog poetico La Poesia e lo Spirito); è co-ideatrice del progetto creativo Migra.Azioni, insieme alla artista S. Rossi; forma parte della redazione della collana poetica De luz, piedra y espejo (edita dall’Università di Al- calá di Henares); Premio Letterario Internazionale Città di Pomezia; Festival Kritya.

Info

https://www.quadernidelbardoedizionilecce.it/


Le meccaniche dei fiori - Dario Marelli (puntoacapoeditrice)

È una poesia gentile, quella di Dario Marelli: intendo il termine nell’accezione dantesca, ovvero una poesia che raffina ed eleva il lettore come a purificarlo. [...] È della generazione degli anni Sessanta, Marelli, e in essa si riconosce per studio e cura: studio della poesia dei grandi autori, cura per la parola, quasi in una forma d’amore sopraffino, laicamente alto. Le meccaniche dei fiori, nuova silloge ospitata da puntoacapo editrice è, quindi, tappa significativa di una storia lunga, fatta di labor limae, fatica nascosta, ricerca del miglior verso possibile. Il libro si svolge in due situazioni poetiche come si trattasse di una contrapposizione ossimorica che in sé raccoglie l’intero, con sapienza, delicatezza: Universalia, Particularia. [...] Marelli è cosciente dei limiti stessi del linguaggio, incapace di “fermare l’inesorabile incedere del tempo e ritrovare quegli angoli di pace”. È in questa impotenza palese che sta l’originalità della ricerca dell’Autore, ovvero in quell’idea che la lingua spesso necessita di ulteriori scatti di significato per eludere il buio, l’inesprimibile cosa che è il mondo. (Dalla Prefazione di Ivan Fedeli)

 

 

L'Autore:

 

Sulla cima
Volevo la verità
nuda, la via d’uscita
tremante.
Chandra Livia Candiani
Ignari, non apparteniamo a questo
defluire, ne siamo la ragione
già, prenderne coscienza è la scommessa
il salto da un trapezio senza rete.
Vorrei arrivare esausto sulla cima
misurarne vertigine ed altezza
specchiarmi incolume in acqua sorgiva
raccoglierne la verità concessa.

Dario Marelli, nato a Seregno (MB) nel 1967, si laurea in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi, dove vince per due anni consecutivi il concorso Giovani Scrittori Bocco-niani. Appassionato di letteratura, nel 2014 pubblica la sua prima raccolta di poesie e racconti, Sulla vetta del cuore (Helicon).
Ha pubblicato ad oggi le seguenti raccolte di poesie: Verso l’Infinito (Vj Edizioni 2016), In Flagranza di Poesia (Montedit 2017), Oltre l’Infinito (ivi 2019), Policromie (Kairòs 2019), Il cielo tra le vigne (Accademia Barbanera 2019), Con le ali di un bambino (Montedit 2020), L’Infinito dentro (ivi 2022). Ha ottenuto numerosi riconoscimenti in Premi letterari nazionali e le sue poesie sono contenute in centinaia di raccolte antologiche. È membro di giuria in alcuni fra i più prestigiosi concorsi letterari nazionali.



Margaret Tait "POESIA PER UN MATTINO" Trad. Emilio Capaccio - voce di Sergio Carlacchiani

giovedì 31 ottobre 2024

L'azzardo della poesia di Pietro Ingrao, Attilio Lolini (Bordeaux)

Nove lettere dense di riferimenti personali, familiari, biografici, solo a volte politici comunque decisivi per comprendere il contesto e la profondità dello scambio epistolare e, soprattutto, centrate sul significato della scrittura della poesia, sulla domanda di senso intorno alla critica e alla elaborazione dei versi. Riga dopo riga di ogni lettera, si consolida un'amicizia «sorta ragionando sulle parole». E addirittura sullo scambio dei luoghi scelti per la ricerca di sé e del testo. I paesi del loro rifugio diventano reali quanto utopici: San Rocco a Pilli e Lenola. Luoghi necessari a nutrire una lontananza prospettica e uno sguardo pulito, non intrisi di presunta letterarietà o politicità.

Lucia De Matteis "Cielo che tace" Voce di Sergio Carlacchiani

mercoledì 30 ottobre 2024

Sorriso arcaico. Testo inglese a fronte di A. E. Stallings (Crocetti)

Nella trama di questa raccolta le vicende del mito si alternano a quelle della quotidianità, in un raffinato incontro di divinità, eroi ed eroine con i ricordi familiari dell’autrice, le abitudini, gli eventi anche minimi, le presenze a lei care, in uno stile diretto e metricamente ricercato, con sorprendenti sprazzi di tenero umorismo.


Un felice intreccio di mito e attualità è lo scenario di Sorriso arcaico, raccolta d’esordio di A. E. Stallings premiata nel 1999 con il Richard Wilbur Award. I personaggi immortali della mitologia greca sembrano rispondere a una chiamata fin dal titolo del libro: il “sorriso arcaico” è un elemento della scultura greca arcaica e consiste nella caratterizzazione dei volti con le labbra chiuse incurvate verso l’alto. L’espressione sorridente delle statue è stata interpretata in vari modi: potrebbe rappresentare la benevolenza degli dèi o il compiacimento degli atleti per la perfezione del proprio corpo oppure, più probabilmente, è un modo per dare profondità alla raffigurazione della bocca. Con lo stesso sorriso enigmatico Stallings ci conduce nel “mondo sotterraneo” e nel mondo terreno, e dà la parola, tra gli altri, a Persefone, Ade, Euridice, Penelope, che raccontano la loro verità.



Yves Bonnefoy " e Aristotele lo diceva bene" Voce di Sergio Carlacchiani

martedì 29 ottobre 2024

Tutte le poesie di Umberto Fiori (Garzanti)

«L'io che parla in queste poesie», scrive Luca Zuliani nella sua prefazione, «è Umberto Fiori con la sua storia, ma è anche, come è proprio della grande lirica, un io di cui può impadronirsi ciascun lettore.» Dalle prime raccolte ("Case", "Esempi", "Chiarimenti"), dove l'autore è quasi invisibile, sino a quelle finali, dove è in piena luce, come nel poemetto "Il conoscente" o in "Autoritratto automatico", Fiori è focalizzato su sé stesso ma finisce con il parlare di tutti e di una condizione comune: quella anonima modernità in cui siamo immersi e nella quale fatichiamo a decifrare il senso della nostra presenza. Nutrita delle sue esperienze di musicista, dei contatti con Sereni, Fortini e Loi, dei quadri di Sironi e degli scatti di Basilico, la poesia di Fiori, con i suoi scenari urbani e il suo orizzonte di ordinaria quotidianità, la sua lingua colloquiale e antiretorica a tratti accesa da una vena ironica e parodistica, trasfigura in versi quella caduta «in mezzo alla gente vera» che è da sempre uno dei suoi motivi ispiratori.



Mattia Tarantino - Dammi una parola - Voce di Sergio Carlacchiani

lunedì 28 ottobre 2024

Gëzim Hajdari, da Antologia della pioggia "Io, tu e le pietre focaie" Voce: Sergio Carlacchiani

Inquietudini sentimentali di Teresa Wilms Montt (Futura Libri)

Sono Teresa Wilms Montt e anche se sono nata cento anni prima di te, la mia vita non è stata tanto diversa dalla tua. Anche io ho avuto il privilegio d’essere donna. È difficile essere donne in questo mondo. Tu lo sai meglio di tutti. Ho vissuto intensamente ogni respiro e ogni istante della mia vita. Ho distillato una donna. Hanno cercato di reprimermi ma non ci sono riusciti con me. Quando mi hanno voltato le spalle, io ci ho messo la faccia. Quando mi hanno lasciato sola, ho dato compagnia. Quando hanno voluto uccidermi, ho dato vita. Quando hanno voluto rinchiudermi, ho cercato la libertà. Quando mi amavano senza amore, ho dato ancora più amore. Quando hanno cercato di zittirmi, ho urlato. Quando mi hanno picchiato, ho risposto. Sono stata crocefissa, morta e sepolta, dalla mia famiglia e la società. Sono nata cento anni prima di te comunque ti vedo uguale a me. Sono Teresa Wilms Montt, e non sono adatta per le signorine.



COMO (ITALY)

Voxpopuli - Il poeta Cesare Viviani