A CURA DI STEFANO DONNO VICE PRESIDENTE DELLA CASA DELLA POESIA DI COMO
domenica 1 novembre 2026
venerdì 30 ottobre 2026
giovedì 29 ottobre 2026
mercoledì 28 ottobre 2026
martedì 27 ottobre 2026
LA POESIA COME COSMO CONTRO IL VUOTO DIGITALE: ESCE "BIANCANEVE SI È AMMALATA" DI ELENA GLAZOVA (a cura di Paolo Galvagni)
Un viaggio distopico e sinestetico tra miti decostruiti, corpi mercificati e intelligenza artificiale firmato da una delle voci più radicali dell'arte visiva e performativa contemporanea.
LECCE / RIGA — Esce per i tipi de I Quaderni del Bardo Edizioni
di Stefano Donno (collana di poesia slava contemporanea a cura di Paolo
Galvagni) l'attesa raccolta poetica "Biancaneve si è ammalata" della
pluripremiata artista e poetessa lettone Elena Glazova. Tradotto con maestria
dallo slavista Paolo Galvagni, il volume rappresenta un vero e proprio
terremoto linguistico ed estetico nel panorama letterario europeo odierno.
Nata a Riga e figura
centrale della scena internazionale della poesia visiva e della sound-art,
Elena Glazova offre con quest'opera una diagnosi impietosa e visionaria della
società post-capitalista. La fiaba dei fratelli Grimm viene completamente
riscritta e sovvertita: Biancaneve si ammala, viene sostituita da un ginoide
imperfetto per mancanza di lubrificante, mentre la vera eroina fugge nella
foresta solo per essere scambiata per un animale dal cacciatore e affidare il
suo ultimo istante a una macchina fotografica Polaroid — l'ultimo baluardo
d'originalità in un mondo di copie e flussi di dati algoritmici.
Biancaneve si è ammalata
di Elena Glazova è un’opera radicale e spiazzante, una favola filosofica
postmoderna che scardina i confini della poesia contemporanea. In un mondo in
cui persino le fiabe vengono appaltate a ginoidi difettosi e l'amore si riduce
a un match su un'app, l'autrice ed artista totale Elena Glazova costruisce un
percorso visivo e sinestetico di inaudita potenza. Attraverso immagini
disturbanti e folgoranti — dai polipi cerosi che fuoriescono dalle statue di
vetro alla polaroid come estremo baluardo dell'originale contro la copia — il
libro trasmette un'inquietudine lucida e magnetica. Un testo imprescindibile
per chi cerca una letteratura che non consola, ma morde il reale. In sintesi il
principium individuationis dell’opera di quest’autrice davvero singolare è la
decostruzione dei miti culturali e fiabeschi nell'era digitale, il
post-capitalismo, la mercificazione del corpo e l'estinzione del linguaggio. Il
messaggio chiave sostiene che la scrittura non debba cedere alle lusinghe del
mercato o del pubblico, ma farsi strumento radicale di auto-organizzazione e
resistenza ontologica, trasformando il vuoto in un nuovo cosmo critico
Il volume si muove dunque
agilmente tra suggestioni che uniscono la Genesi alla musica techno, Euripide a
Pasolini, e le performance multimediali del gruppo "Orbita" alle
nevrosi delle app di incontri. I testi non descrivono semplicemente il reale,
ma lo scompongono attraverso una scrittura sinestetica in cui la materia densa
(miele, olio, sangue, colature di vernice e polipi cerosi) si fa schermo
pulsante. Come afferma l'autrice con la sua consueta intransigenza
intellettuale: «La scrittura è un metodo di auto-organizzazione, attraverso cui
il vuoto si tramuta nel cosmo. Orientarsi verso il pubblico è una variante di
prostituzione».
Il curatore Paolo
Galvagni sottolinea l'importanza di un'operazione culturale che porta in Italia
una delle autrici più complesse e affascinanti dell'area baltica e
russofono-europea, capace di fondere la tradizione della grande poesia russa
con le tensioni estetiche dell'arte contemporanea globale. Con una veste
grafica curata nei minimi dettagli da Mauro Marino presso il Fondo Verri di
Lecce, il libro si candida a diventare un oggetto di culto per lettori colti,
critici e amanti della letteratura di confine.
«Le immagini di Elena
Glazova combinano in modo paradossale la densa tangibilità della materia con la
mediazione dell'immagine: testi nei quali catene di immagini sono costruite
come chiara consequenzialità narrativa ed esperimenti di favola filosofica postmoderna.»
— Igor' Gubenko
la banalità del male
di colore arancione
le ombre grigie su metà
volto
da qui una sfumatura
grigia
compare la pensierosità
la mano nero-grigia
perché mai il male è
banale
come questa rotazione
arancione del volto
la mano grigia
il palmo roseo
la mano si gira col palmo
riluce di rosa
“lui ha compiuto il suo
dovere
lui ha obbedito alla
legge”
il curatore - Paolo
Galvagni (1967). Laureato in Lingua e letteratura russa all'Università di
Bologna, ha trascorso periodi di studio a Mosca, Minsk, Kiev e San Pietroburgo.
Collabora con riviste e case editrici, per le quali traduce testi di poeti e
narratori russi e ucraini, con specifica attenzione alla poesia contemporanea.
Nel 2014 gli è stato assegnato il Premio “Andrej Belyj” (San Pietroburgo) per
le traduzioni. Nel 2018 ha partecipato al Festival “Vasari” di Nižnij Novgorod
(versioni di poeti italiani contemporanei in russo). Tra gli autori tradotti si
ricordano M. Cvetaeva, A. Achmatova, S. Esenin, A. Blok, N. Kljuev, Vl.
Majakovskij, L. Andreev, M. Gor’kij, Vl. Vysockij. Tra i contemporanei: E.
Schwarz, V. Filippov, S. Zav’jalov, S. Stratanovskij, G. Ajgi, D. Grigor’ev, B.
Ostanin. Si occupa anche di letteratura russofona (poeti di lingua russa fuori
dalla Russia): Ch. Zakirov. Š. Abdullaev, L. Joonas, I. Kotjuch
INFO LINK NELLA SEZIONE
BLOG DEL SITO I QUADERNI DEL BARDO EDIZIONI DI STEFANO DONNO
https://www.quadernidelbardoedizionilecce.it/
lunedì 26 ottobre 2026
domenica 25 ottobre 2026
sabato 24 ottobre 2026
venerdì 23 ottobre 2026
giovedì 22 ottobre 2026
mercoledì 21 ottobre 2026
martedì 20 ottobre 2026
lunedì 19 ottobre 2026
Addio Café Lambert di Carmelo Claudio Pistillo - Prefazione di Giancarlo Pontiggia (La Vita Felice)
domenica 18 ottobre 2026
sabato 17 ottobre 2026
L'ombra dell'infanzia di Silvia Rosa (Pequod)
Al terzo posto della classifica di qualità dell'Indiscreto 2026 - Sezione Poesia
venerdì 16 ottobre 2026
giovedì 15 ottobre 2026
mercoledì 14 ottobre 2026
martedì 13 ottobre 2026
lunedì 12 ottobre 2026
domenica 11 ottobre 2026
sabato 10 ottobre 2026
venerdì 9 ottobre 2026
giovedì 8 ottobre 2026
mercoledì 7 ottobre 2026
martedì 6 ottobre 2026
Il tempo delle foreste blu di Erika Burkart a cura di Anna Ruchat (Molesini Editore Venezia)
La poesia di Erika Burkart non è soltanto una “lirica della natura”, nella tradizione di Annette von Droste-Hülshoff, come è stata spesso definita. La natura in cui Erika è immersa, infatti, non è statica, si anima nei suoi versi perché il suo “io” lì si mescola e convive con gli spiriti elementari o le «energie dell’anima», come lei stessa li ha definiti. Lo scrittore svizzero Hermann Burger, l’amico a cui Erika dedica una poesia che compare in questa raccolta, la colloca tra due grandi poeti di lingua tedesca del Novecento: Günter Eich e Paul Celan. L’osservazione della natura in Burkart, scrive Burger, si trasforma in riflessione sulla parola, sulla scrittura: «Burkart è in grado di leggere i disegni della nebbia e le decorazioni della brina», perché in ogni istante è in ascolto del canto del mondo. «L’ascolto è un dialogo con il silenzio», scrive Erika nella poesia Nel mezzo. «Le poesie sono gradi del silenzio».
lunedì 5 ottobre 2026
Il canto delle parole. Le avventure della voce e della poesia di Gian Mario Villalta (Garzanti)
Assuefatti alla scrittura, educati alla lettura silenziosa, abbiamo dimenticato che per secoli la poesia è stata canto e la metrica si è identificata con la ritmica. Se fare poesia è dare forma a una voce interiore che attinge alla memoria profonda della lingua e della sensibilità umana, pronunciare a voce alta i versi è un modo per entrare in contatto con il corpo sonoro delle parole: perché non c'è una parola muta nella nostra mente, ma, al contrario, ritmo, intonazione, melodia sono parte integrante dell'espressione verbale e del suo corredo di intenzioni e di emozioni. Ricomponendo una geografia poetica e culturale che in parte conosciamo e in parte ci offre paesaggi inaspettati, il saggio di Villalta ripercorre le avventure della voce che si fa verso – dagli aedi greci sino ai maestri del Novecento (da Celan a Montale, da Sereni a Zanzotto) – e ci invita a coltivare la lettura ad alta voce come esercizio capace di far risuonare la musica del testo e favorirne un ascolto condiviso. «Ritrovare la voce nella poesia», scrive l'autore, «significa leggerla di nuovo nella sua più antica vocazione: formare con le parole il tempo segreto di un incontro dentro i linguaggi che abitiamo, per celebrarli nella luce del canto e metterli alla prova dell'esistenza».
domenica 4 ottobre 2026
sabato 3 ottobre 2026
venerdì 2 ottobre 2026
giovedì 1 ottobre 2026
mercoledì 30 settembre 2026
martedì 29 settembre 2026
Figure da un bassorilievo Due case in via Sinesio Cappello da Figure di un bassorilievo di Marco Munaro (Il Ponte del Sale)
Casa posata su una curva, sbrecciata
dall’opera dei giorni
vòltati
Ritorna,
curva del tempo, Ombra tra i campi
a pochi passi dalla scuola
Mi corrono incontro festosi
come rondini sull’aia,
gridando il mio nome
La passione sprigionata
il respiro trattenuto
la breccia aperta in me come un cammino…
(Tu versa
la sapienza nell’essere,
l’essere nel sapere)
lunedì 28 settembre 2026
Ogni corpo ritorna di Giovanna Cristina Vivinetto (Crocetti)
A otto anni dall'acclamato esordio con "Dolore minimo", primo testo in Italia ad aver affrontato in versi il tema della disforia di genere, Giovanna Cristina Vivinetto torna con un'opera di piena maturità poetica. "Ogni corpo ritorna" riprende il discorso poetico là dove sembrava essersi interrotto: dopo la separazione da un corpo e da un nome, ciò che pareva perduto riaffiora nella scrittura, ma non più identico a prima. Dai corpi dell'infanzia agli spettri familiari, dalle stanze della memoria alle forme lasciate indietro, il libro attraversa la materia fragile dell'identità e interroga la nostra sopravvivenza a tutto ciò che siamo stati. Utilizzando una lingua intensa e visionaria, Vivinetto compone un'opera necessaria sulla permanenza e sulla trasfigurazione, in cui ogni ritorno dischiude una soglia: il punto in cui la paura smette di essere un limite e diventa il luogo della vertigine dove impariamo a diventare grandi nello spavento. Presto avremo corpi nitidi e affilati, precisi come meridiane che scostano di lato il buio. Eppure nessuno sa se il fuoco crei o annulli lo spazio tra un nome e la sua paura.
domenica 27 settembre 2026
sabato 26 settembre 2026
La fede di fiorire di Arianna Galli ( Isolario Edizioni)
Dalle lacrime alla luce, dalla perdita all’amore, dalla notte alla primavera, "La fede di fiorire" è il racconto poetico di una rinascita. Attraverso visioni, ricordi, incontri e paesaggi interiori, Arianna Galli esplora la fragilità umana e la sua straordinaria capacità di trasformare il dolore in speranza. Una raccolta che attraversa l’ombra senza negarla e che, proprio per questo, sa riconoscere nella ferita non soltanto una mancanza, ma una possibilità. In queste pagine la poesia diventa ricerca, cura e testimonianza di una verità semplice e profonda: anche dopo gli inverni più lunghi, la vita continua a cercare la luce. Perché la luce non elimina le ferite: le attraversa e insegna ai fiori a sbocciare
venerdì 25 settembre 2026
giovedì 24 settembre 2026
mercoledì 23 settembre 2026
martedì 22 settembre 2026
La sepoltura dei fulmini di Agostino Cornali (Einaudi)
Una montagna avvolta dalla nebbia, una casa abitata dai ricordi, telefoni che squillano nella notte, viaggi verso città lontane e presenze che sembrano non andarsene mai. In La sepoltura dei fulmini la memoria si muove tra sogno e realtà, tra vivi e morti, tra paesaggi familiari e territori interiori piú oscuri. Attraverso indizi, frammenti, oggetti, situazioni che riaffiorano in tempi e luoghi diversi Agostino Cornali alimenta un’atmosfera di ombre misteriose ma quotidiane, in cui balugina l’intatta presenza di chi è vivo e di chi è morto. I frammenti di una vita – episodi domestici, visioni, racconti tramandati – si intrecciano in una narrazione poetica e inquieta, dove ogni voce sembra provenire da una crepa del tempo, incrociando storia personale (l’infanzia a Milano, le estati in montagna, i lutti familiari...) e Storia con la «s» maiuscola (la strage di Gorla, la Guerra Fredda e la minaccia nucleare negli anni Ottanta). Un libro intenso e visionario, che esplora l’ostinata persistenza delle immagini, dei luoghi e delle persone che continuano ad accompagnarci, anche quando crediamo di averle perdute
lunedì 21 settembre 2026
“Caffè degli addii”, riemerge dall’archivio l’ultima poesia inedita di Ferruccio Benzoni - da La Voce di Cesenatico
Un manoscritto inedito, già ordinato e pronto per la stampa, riemerge dalle carte d’archivio di Ferruccio Benzoni. È un piccolo tesoro rimasto a lungo nell’ombra: una raccolta di versi che attendeva soltanto di essere riportata alla luce e restituita ai lettori.
“Caffè degli addii. Poesie” uscirà venerdì 25 settembre in tutte le librerie e sulle piattaforme online per La Setta dei Poeti Estinti, all’interno della collana di poesia “Yawp”. La prima edizione sarà particolarmente preziosa: appena 300 copie numerate, distribuite da LibroCo Italia attraverso MediaLibri e FastBook e già disponibili in preordine. Il volume conta 76 pagine, costa 13 euro ed è accompagnato dalla prefazione del critico letterario Massimo Raffaeli.
domenica 20 settembre 2026
“Paradiso” di Dana Ghetilieri (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
Il volume si inserisce nel panorama della poesia contemporanea come un poema narrativo in versi che recupera una struttura classica per raccontare un futuro prossimo segnato dal collasso della civiltà digitale. L’opera si compone di 33 canti e si presenta come una riscrittura in chiave distopica del viaggio dantesco, collocata in un contesto tecnologico dominato dall’intelligenza artificiale e da sistemi di controllo sociale.
L’ambientazione è quella di un mondo post-bellico, situato temporalmente nello stesso gennaio 2026, in cui la società umana risulta divisa in due realtà contrapposte. Da una parte si trova una natura ferita, sfruttata e marginalizzata, dall’altra una metropoli iper-tecnologica governata da un’entità centrale, un’intelligenza artificiale che esercita un controllo capillare attraverso crediti sociali, sorveglianza biometrica e la promessa di una sopravvivenza digitale oltre la morte biologica. In questo scenario prende avvio il percorso della protagonista, Dana detta la “Furiosa”, che si risveglia in un mondo profondamente trasformato e attraversa i diversi livelli di questa nuova civiltà.
Nel corso della narrazione, il poema segue l’evoluzione del viaggio della protagonista, che si muove tra spazi simbolici e incontri emblematici. Attraverso questi passaggi, l’opera affronta in modo diretto e controverso alcune delle principali questioni del dibattito contemporaneo: il transumanesimo, la maternità surrogata, le trasformazioni dell’identità di genere, la gestione tecnologica delle emergenze sanitarie e le politiche ambientali percepite come superficiali o strumentali. Questi temi vengono inseriti in una cornice narrativa che descrive il progressivo crollo del sistema digitale e il fallimento di una società fondata sul controllo totale.
Dal punto di vista ideologico e simbolico, il poema costruisce un’opposizione netta tra un “inferno” tecnologico, rappresentato dalla metropoli governata dall’intelligenza artificiale, e un “paradiso” che coincide con il ritorno alla dimensione reale, corporea e naturale dell’esistenza umana. Il percorso della protagonista diventa così una traversata che mette in discussione la mercificazione dell’essere umano e la riduzione della vita a dato, algoritmo o funzione controllabile
L’opera si colloca nel solco della produzione precedente dell’autrice, che ha già esplorato strutture e immaginari danteschi in chiave contemporanea. In lavori precedenti, Ghetilieri ha attraversato simbolicamente inferni e paradisi dell’animo umano, rielaborando figure storiche e mitologiche e intrecciando riflessioni su identità femminile, corpo e potere. In “Paradiso” questo percorso prosegue e si concentra in modo più marcato sul rapporto tra tecnologia e natura, proponendo una visione che si richiama a una prospettiva ecofemminista.
Il libro è accompagnato da una prefazione della sociologa Daniela Danna, che colloca l’opera all’interno di un più ampio percorso culturale e letterario dell’autrice, sottolineando la continuità con le precedenti esplorazioni poetiche e politiche. “Paradiso” si presenta così non solo come un poema, ma anche come un romanzo d’avventura in versi e come un testo di critica sociale che intende stimolare il dibattito su alcune delle trasformazioni più radicali del presente.
Dal punto di vista editoriale, il volume è pubblicato da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno ed è disponibile nella sezione blog del sito della casa editrice. Con questa uscita, l’editore propone un’opera che si discosta dalle forme narrative più convenzionali e che si inserisce nel filone della poesia civile e distopica, destinata a suscitare discussione nel panorama culturale contemporaneo.
sabato 19 settembre 2026
La poesia coreana arriva OGGI a Pordenonelegge: quattro versi per raccontare il mondo
La poesia coreana contemporanea arriva a Pordenonelegge con Choi Dongho e Kim Kooseul. Un viaggio nella poesia di quattro versi, tra essenzialità, memoria, traduzione e attenzione alla parola, che si concretizza nell'appuntamento di OGGI sabato 19 settembre, alle 15.30, alla Libreria della Poesia di Palazzo Gregoris.
venerdì 18 settembre 2026
giovedì 17 settembre 2026
mercoledì 16 settembre 2026
martedì 15 settembre 2026
lunedì 14 settembre 2026
COMO (ITALY)
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"Discepoli e seguaci" ha avuto una gestazione lunga e travagliata, con diversi titoli che si sono succeduti via via. Iniziato nel ...











